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20 maggio 2015

A tu per tu con Marco Franin!

Inutile negarlo, l’atmosfera al campo in questi giorni è particolare. L’attenzione del Ticino sportivo è catapultata sul derby di venerdì. C’è l’attesa dei tifosi, che spiano gli allenamenti dei propri beniamini, e c’è quella della stampa, pronta a catturare la vigilia. Sarà una sfida speciale soprattutto per i ticinesi, ma è un momento magico, sul fronte Chiasso, per diversi giocatori che, per un motivo o per l’altro, hanno trovato solo recentemente il loro spazi. Uno di loro è Marco Franin, che infatti del suo primo periodo a Chiasso dice che “è stato difficile, non solo per via della lingua. All’inizio giocavo poco, poi è arrivato un infortunio alla gamba, e dunque non è stato semplice. Ora con il mister che parla tedesco e il fatto che gioco di più, sono più felice e va tutto meglio.” Che periodo è questo per te e per la squadra? “Ultimamente sto giocando molto, è una situazione positiva. Sono contento, ed anche Schällibaum lo è di me. L’arrivo di un nuovo allenatore dà sempre delle motivazioni nuove, perché si parte tutti da zero, e nel mio caso ho avuto le mie chance. Anche per la squadra è un bel momento, non solo per il fatto che stanno arrivando i risultati ma anche come gruppo e per l’umore generale.” Come mai prima faticavi a trovare spazio? “Non lo so, mister Zambrotta purtroppo non mi vedeva, ed è sempre l’allenatore che decide. I primi tempi mi schierava, poi mi sono infortunato alla gamba e al rientro ho cominciato a fare panchina e tribuna. È stato sicuramente difficile, mi ha aiutato molto la mia famiglia. Ed anche i compagni di squadra, dicendomi che l’occasione sarebbe arrivata, specialmente Nicolas Lüchinger, con cui abito.” E infatti il dettaglio curioso è che ora giochi proprio al posto di Lüchinger… “È vero! Io solitamente gioco in mezzo, è il ruolo in cui mi trovo meglio, anche se pur di giocare va bene qualsiasi posizione. Ora li c’è Maccoppi, il quale sta facendo bene. Nicolas era squalificato così l’ho sostituito io, in un ruolo che comunque non era nuovo per me perché l’ho occupato la stagione scorsa. Sono arrivati i risultati, e ho continuato ad essere titolare, oltretutto più mi alleno più facile mi viene giostrare in quella posizione. Certo, ora Nico non gioca, ma è contento per me, più che se al suo posto giocasse un altro.” Marco, inutile negare che sia una settimana diversa dalle altre. “Il derby è importante per tutta la regione, come lo è sia per noi che vogliamo salvarci sia per il Lugano che aspira a salire. Servono punti a entrambe. Io non sono ticinese ma sento comunque che è una partita diversa dalle altre, dove oltretutto nessuno può perdere.” È troppo dire che è la partita più importante dell’anno? “Quando si arriva a fine campionato, tutte lo sono. Questa è una di quelle, e oltretutto è un derby, in cui la classifica non conta e si hanno possibilità di far punti. Se vincessimo, avremmo ottime probabilità di rimanere in Challenge League. Se perdessimo? Non pensiamo neppure a questa ipotesi… A me personalmente non importa molto chi sarà promosso, se il Lugano o un’altra squadra, ciò che conta è che il Chiasso si salvi. A Cornaredo negli ultimi anni abbiamo spesso perso con punteggi pesanti, però questo non ci condiziona, io poi sono qui solo da un anno e ho vissuto un unico derby a casa loro. E al Riva IV abbiamo vinto.” Come ti sei trovato in Ticino e ci rimarrai in futuro? “Come dicevo, l’inizio è stato difficile. Il Ticino è completamente diverso dalla Svizzera interna, lo è la mentalità della gente che è più aperta. E c’è più sole… L’importante ora è salvarsi, in seguito non so: il Chiasso su di me ha un’opzione per la prossima stagione, a me piacerebbe rimanere.”

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