News

7 aprile 2016

A tu per tu con Sergio Cortelezzi

Il gol, per un attaccante, è vita. Certo, sono importanti le vittorie della squadra e le prestazioni, ma la rete è il fattore principale che dona il sorriso a chi gioca davanti. E quando non arriva da un po’, manca. Sergio Cortelezzi, con un rigore, è tornato a segnare contro lo Sciaffusa. “A livello personale è importantissimo, mi mancava tanto, ma ciò che conta di più che è abbiamo perso”. Come commentiamo la sconfitta di domenica? “C’è poco da dire, la cosa importante purtroppo è che siamo tornati a casa con zero punti, ed è ciò che fa male. L’abbiamo persa noi più che vinta loro, soprattutto alla fine. Nel calcio ci sono gli episodi, è vero, ma bisogna anche cercarseli e difenderli. Il nostro finale è stata caratterizzato dal disordine. A dire il vero, dal campo pareva che lo fosse tutto il secondo tempo, poi riguardando le immagini ci siamo accorti che abbiamo fatto meglio di quanto ci sembrava al momento”. Hai detto che era importante tornare al gol, cosa hai pensato quando hai battuto il rigore? “Prima di tutto a segnarlo! Era importante perché mi mancava davvero la rete, soprattutto per ridarmi fiducia. Ero tranquillo di fare ciò che dovevo per la squadra. Il mister mi ha fatto giocare nel mio ruolo, dandomi fiducia, e dunque dovevo essere pronto”. Era un po’ di tempo che non giocavi titolare, e nel tuo ruolo prediletto, vero? “Sì, è stato fondamentale anche quello, per prendere fiducia. Ora abbiamo una partita dura da affrontare e cercheremo di fare il meglio e prendere, questa volta, i tre punti”. Con la capolista sarà difficile. Nel nostro periodo migliore il Chiasso li batté, poi al ritorno perse da loro, ora il Losanna è quasi promosso… Che partita sarà? “Loro come hai detto sono primi, ma è un campionato duro in ogni senso: non conta se affronti la prima o l’ultima o su che campo giochi, ogni sfida è difficile. Dobbiamo affrontarla giocando il meglio possibile, ma la cosa più importante è che quando l’arbitro fischia la fine possiamo portare a casa i tre punti, in modo da affrontare poi la settimana successiva con un’altra testa”. Sei stato protagonista, a Sciaffusa, anche del rigore contro il Chiasso. Ce lo racconti? “Ho rivisto molte volte l’episodio. Non lo sapevo ma mi hanno detto i compagni che da un anno e mezzo è cambiato il regolamento e rigori del genere non si fischiano, perché una volta che la palla ti rimbalza sul corpo e poi sulla mano non hai il tempo per toglierla. È rimbalzato prima sul mio piede e poi sulla mano, l’ha sfiorata, il regolamento dice che non è rigore, ma è anche vero che aveva dato un penalty a noi, per cui nel dubbio ci può stare”. Hai già pensato al tuo futuro? “No. Quando gioco in una squadra non lo faccio mai. Finché son qua devo fare il meglio per me, per il Chiasso e per la società, poi ogni cosa a suo tempo. La testa deve essere qui. Il mio obiettivo era fare meglio che a Lugano? È sempre lo stesso, anche se siamo in un momento difficile e lo ero io, lo sono ancora un po’ perché un gol aiuta ma non cambia tutto. Mancano dieci partite e speriamo di farlo nel migliore dei modi”. pb

Ultime notizie

Leave a Reply