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11 febbraio 2016

A tu per tu con Stefan Mihajlovic

È l’uomo nuovo dell’attacco del Chiasso, con cui ha debuttato nella sfortunata trasferta di Neuchâtel. “Purtroppo, abbiamo regalato loro il primo tempo, lasciandoli giocare senza attaccarli, così abbiamo subito due reti. Nel secondo tempo invece abbiamo giocato meglio, pressandoli. Per quanto riguarda la mia prestazione, credo di non aver fatto male”, ricorda la punta Rossoblù. Ora alle porte c’è la sfida con l’Aarau, quanto è importante? “Penso sia la partita più importante dell’anno, per me personalmente è anche un derby. Dobbiamo vincere, oltretutto giochiamo in casa per cui non dobbiamo lasciare punti per strada. Il loro tecnico è Schällibaum? Per me non conta, è importante solo chi vince, non chi c’è in panchina o chi gioca. Io il mister non lo conosco, i miei compagni mi hanno brevemente parlato di lui, dicendo che è stato bravo nella sua esperienza qui e che si sono trovati bene”. Tu, invece, come ti trovi a Chiasso e quali sono i tuoi obiettivi? “Sono qui da poco tempo, però per ora sono davvero felice, sia con l’allenatore che con il direttore e con la squadra, è tutto perfetto. Sto iniziando a studiare l’italiano, ho acquistato dei libri e comincio a capire qualcosa. Mi auguro che possiamo ottenere un buon risultati alla fine dell’anno, sono a Chiasso per questo. Segnare? Prima di tutto deve vincere la squadra, se succede e tutti giocano bene per me arriva anche la possibilità di fare gol. Quando le cose vanno bene, è più facile. Non mi sono prefissato un numero di reti, quel che conta è il risultato complessivo della squadra”. A Bienne per sei mesi sei rimasto fuori dal contingente, è stato difficile rimanere un periodo così lungo senza giocare? “Sì, lo è stato, ma mi sono sempre allenato. Nel calcio, queste cose passano. Ho vissuto una brutta situazione, a mio avviso la società non è stata professionale, regna il caos e ci sono problemi economici. Con i compagni mi sono sempre trovato bene e mi auguro che per loro possano arrivare tempi migliori”. Quali sono le tue caratteristiche? “Amo giostrare in area di rigore, lì mi sento più forte e ho la possibilità di mettere a segno dei gol. Sono abile a tenere palla e di testa. So che devo impegnarmi molto: secondo me, il talento non esiste, c’è solo il lavoro, e devo migliorare ogni giorno in tutto, da punto di vista tecnico e da quello realizzativo. Fuori dal campo, mi definirei una persona calma, non nervosa”. PB

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