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16 aprile 2015

Alla scoperta del nuovo Mister: Marco Schällibaum

“Perché piaccio ai tifosi? Perché sono uno che lotta, che vuole dare tutto per arrivare allo scopo finale. Non gioco, non sono un attore, poiché desidero guardarmi allo specchio ogni mattina ed essere un modello per i miei figli”. È passata poco più di una settimana da quando è divenuto allenatore del Chiasso. Marco Schällibaum, 53 anni, sposato, padre di tre figli e nonno, si presenta così: diretto e senza filtri. Mister, qual è il suo bilancio dei primi giorni alla guida dei Rossoblu? “Buono, ho trovato una squadra positiva. Abbiamo cominciato bene come attitudine ed anche a livello tattico, con un punto che potevano essere tre. Porto con me il mio sacco pieno dell’esperienza di 20 anni, ma per riuscire i giocatori devono prendere le mie idee e mostrare voglia di far meglio. Quando ho conosciuti i ragazzi ho detto loro che abbiamo 24 punti (oggi 25, ndr), e che dobbiamo guardare avanti, fare di più. Uno spogliatoio si costruisce dalle fondamenta, dal rispetto per sé, per i compagni e per la società, con determinazione e carattere per vincere. Senza questi elementi, i risultati non arrivano.” Ha già apportato qualche modifica tattica, qual è la sua idea di calcio? “Sono venuto con le mie idee, in due mesi non si può cambiare tutto, però alcune cose sì, poco per volta. Posso giocare con un 4-4-2 se ho due buoni attaccanti o con un 4-3-3 se ci sono due ali veloci. Sabato ho scelto quest’ultima soluzione, per avere più compattezza a centrocampo e rafforzare la difesa, infatti non abbiamo preso gol. I calci piazzati sono molto importanti, e in settimana lavoreremo su degli schemi. I giocatori devono essere pronti a vincere il duello con l’avversario, anche a livello mentale. I colpitori di testa li abbiamo. C’è nella squadra un freno mentale che dobbiamo togliere. ” Quanto è importante il fattore mentale nel calcio d’oggi? “Rappresenta il 40%. La pressione c’è sia se si lotta per la promozione sia se ci si deve salvare, lo so e non mi spaventa, anzi mi spinge a lavorare di più. Ci si deve allenare duramente e col sorriso, concentrandosi sulla partita solo gli ultimi due giorni, altrimenti si arriva cotti già al sabato. Col Winterthur per me era importante vedere lo switch, il salto, dall’allegria, nonostante il lavoro, degli allenamenti, alla pressione della partita, e c’è stato. Trovo molto importante il dialogo, parlare per conoscere i ragazzi e come si sentono. La mia porta è sempre aperta, è la base per un rapporto di fiducia. Sono allenatore, fratello, amico e papà pur conservando comunque una certa distanza e la libertà della squadra. Un tecnico deve anche essere duro quando serve.” Quando ha capito che poteva diventare un buon allenatore e a chi si ispira? “Quando giocavo ancora, a 25-26 anni, ho cominciato a conseguire i primi patentini. Sentivo di avere le capacità, di saper trasmettere le mie idee, che non è scontato. Credo che la gavetta serva, nel frattempo si fa esperienza, su come organizzarsi e come stare in campo, ritengo sia la strada migliore. Chi comincia subito dalle grandi squadre dura un anno o due poi in genere sparisce. Non mi ispiro a nessuno, devo essere me stesso.” Cosa le ha lasciato l’esperienza in Canada? “È stata un’avventura impressionante, ho avuto la possibilità di vedere tutta l’America e una cultura diversa, con gli stadi pieni di famiglie. Non succedono fatti come quelli di Zurigo, casi in cui certi idioti riversano l’aggressività di una settimana sulla partita. Certo, è stata dura stare lontano dalla famiglia. Ora li vedo spesso, e mia moglie è molto indipendente, per cui posso lavorare con tranquillità. Sa che il mio è un mestiere che mi porta in giro come uno zingaro, ma anche che quando alleno e ho uno scopo sto bene.” Infine, il Chiasso si salverà? “Sì. Non sarà facile, però io devo esserne sicuro, per trasmettere ai ragazzi la certezza di farcela”.

Abbiamo approfittato della giornata libera lasciata ai ragazzi per scoprire un po' più da vicino il nostro nuovo Mister,…

Posted by FC Chiasso on Giovedì 16 aprile 2015

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