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10 maggio 2015

FINALE: #BienneChiasso 1-2

Trasformarsi, totalmente, nel breve volgere di neppure dieci partite. Da una squadra impaurita e vittima dei suoi stessi errori e dei suoi blocchi, ad una che va a vincere senza neppure troppo patemi d’animo, se si escludono gli ultimi minuti di fuoco, sul campo di una diretta rivale. Da una compagine che non sfruttava i calci da fermo neppure se gliene capitavano venti a partita ad una che segna regolarmente su corner, addirittura con una rovesciata da figurine Panini. Dal Bienne al Bienne, si potrebbe dire. Da quella settimana da incubo in cui seeländer e Le Mont espugnarono il Riva IV, lasciando l’impressone di un Chiasso in caduta libera, ad un week end in cui la lotta per la salvezza coinvolge parecchie squadre e, dettaglio infinitamente più importante, non vede i Rossoblu maglia nera del gruppo. Dire che questa trasformazione sia avvenuta grazie a Marco Schällibaum, che per gli applausi attende fine stagione e indirizza i complimenti ai suoi ragazzi, è forse eccessivo, ma non lo è affermare che buona parte del merito sia suo. Ha ridato fiducia nei propri mezzi ad una compagine sfiduciata, ha cambiato quel qualcosa dal punto di vista tattico che permette ad alcuni uomini di esprimersi al meglio, basti vedere un rinato Maccoppi, ieri vicinissimo al gol, Regazzoni pungente e decisivo e Diarra finalmente padrone del centrocampo. In una partita quasi decisiva come quella della Gurzelen, si è visto il Chiasso degli ultimi tempi: attento e roccioso in difesa, abile a manovrare a metà campo e capace di creare qualche occasione, e pure di segnarla, dettaglio che prima faceva spesso la differenza tra vittoria e sconfitta. Da applausi la rovesciata con cui Pacar ha afferrato un pallone vagante dopo un calcio d’angolo e l’ha infilato alle spalle del portiere, per la gioia dei tifosi al seguito, con cui è tornato decisamente i sereno. Si temeva la reazione avversaria, giustificata dal timore del Bienne di trovarsi sempre più ultimo e staccato, ma il Chiasso l’ha controllata talmente bene da non rischiare quasi nulla. Anzi, nella ripresa il raddoppio l’ha trovato Regazzoni, questa volta non su corner ma dopo aver corretto in gol un’azione insistita di Magnetti, dopo che Maccoppi aveva colpito un palo. Tutto semplice? Beh, no. alla fine, le cose difficili sono le più belle, e il finale di gara ha regalato più di qualche brivido ai chiassesi. Prima un rigore, a onor del vero dubbio, con il neoentrato Parfait che ha colpito con una manata l’ex Pimenta, e Morello che dagli undici metri ha riaperto tutto. E a pochissimo dal termine, il Bienne è andato a una manciata di millimetri dal pari che avrebbe avuto il sapore autentico della beffa: un cross ha superato Guatelli ed è andato a stamparsi, fra lo stupore dei presenti, sul palo. Finisce così, con un brivido e lo scampato pericolo di un pari che sarebbe stato davvero immeritato per quanto il Chiasso ha fatto vedere sul campo. Ora, va tutto bene, e dopo un lungo periodo difficile gioire è giusto. Vietato, però, abbassare la guardia. Soprattutto adesso che la zona retrocessione è a 5, rassicuranti, punti.

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