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21 settembre 2017

Guillermo Abascal Perez, “una vittoria che esalta il gruppo. Volevamo segnare subito e gestire, la stanchezza si è sentita”

“È stata una partita difficile, perché loro hanno potuto prepararla in dieci giorni, noi non abbiamo potuto fare nemmeno mezzo allenamento specifico, e domenica col Basilea abbiamo svolto un grande lavoro fisico”, esordisce mister Guillermo Abascal Perez, commentando la vittoria.

Come l’avete impostata, dunque? “Abbiamo impostato la partita cercando di non rischiare, di giocare negli spazi con Assai ragazzi n Ceesay, e sono arrivati i tre punti, in un modo diverso dal nostro di giocare. Complimenti comunque a tutti per il grande lavoro, con giocatori che erano davvero stanchi. Contavano i tre punti, quelli che non abbiamo ottenuto a Wohlen e Wil pur avendo avuto più occasioni di loro, questa volta li abbiamo trovati, dopo una partita di lavoro che mette la figura del collettivo davanti a quella del singolo- Volevamo segnare nel primo tempo, e poi gestire, anche se abbiamo sbagliato tre o quattro occasioni: vero, torniamo sempre allo stesso punto”.

La bella prova col Basilea vi ha dato ancora più convinzione? “Sono convinto del lavoro che facciamo. Non sempre puoi fare il tuo gioco, perché la situazione non è ideale o perché i giocatori sono stanchi, con l’Aarau si è verificata la seconda ipotesi, però abbiamo vinto. Abbiamo avuto due partite in poco tempo, penso a Russo, con un possibile stiramento, e Rey, che era molto stanco: il loro lavoro è importante per tutti e dimostra quando sodo ci impegniamo, nessuno vuole mai uscire e abbandonare, anche se momentaneamente, la barca”.

Nel finale l’Aarau si è reso pericoloso, il Chiasso ha accusato stanchezza o ha sbagliato anche qualcosa a livello mentale? “Secondo me è stato un fattore solo fisico, era il momento giusto per non rischiare, e per questo ho schierato un 4-4-2 per essere più vicini e stretti. Avranno messo in area 50 lanci lunghi, per i difensori è molto stancante, è persino più difficile che affrontare una squadra che gioca”.

Darà modo ai ragazzi di recuperare o si proseguirà senza pausa? “Si lavora, si lavora, poi ci sarà la sosta”.

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