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9 aprile 2018

Il capitano bomber felice per la squadra. Monighetti, “col carattere abbiamo vinto”

Prima si trova nel posto giusto al momento giusto, come i bomber più titolati, poi compie una prodezza, con testa, petto e piede, per il gol della vittoria: capitan Michele Monighetti ha vissuto una serata da goleador, con la prima doppietta in carriera. Ma da buon capitano e uomo squadra, gioisce per il collettivo prima che per sé stesso.

“È vero, è la prima doppietta in carriera, ma più che tutto sono contento di aver contribuito in modo importante alla vittoria della squadra. Contava vincere, non importava come, sono contento perché lo meritavamo”

È stata una partita pirotecnica, concordi? “Il mister ci ha fatto applicare cose nuove, all’inizio c’è stato un attimo di assestamento per trovare i meccanismi nuovi, una volta che siamo riusciti è andata meglio, abbiamo avuto il pallino del gioco dall’inizio alla fine. Loro agivano in contropiede, hanno trovato un gol su palla ferma, uno in contropiede e uno è stato regalato, ma quello che si voleva era vincere! Col carattere non abbiamo mai mollato, nemmeno sotto due volt., nemmeno dopo il terzo gol in quel modo, e la vittoria è il giusto premio”.

Parlavi di innovazioni introdotte da Raineri, cosa in particolare? “Ogni allenatore ha la sua idea di gioco, ha cominciato a darci qualche suo concetto che abbiamo cercato di applicare. In tre giorni di allenamenti non abbiamo fatto tanto, non c’era il tempo. All’inizio dovevamo adattarci, man mano che la partita è andata avanti son venuti fuori bene i suoi consigli. È stato bello ritrovare il campo insieme a Belometti, sono contento per lui che se lo merita. Possiamo migliorare molto come difesa e come squadra e spero che sia solo l’inizio di un finale di stagione con più soddisfazioni che delusioni”.

Cosa dire della settimana che ha preceduto Wohlen? “Quando un allenatore viene esonerato le colpe sono nostre, siamo noi che andiamo in campo, la squadra non può essere licenziata tutta e paga lui. Ci siamo sentiti un po’ in colpa, dal giorno dopo è arrivato Baldo Raineri e ci siamo rimessi sul pezzo, a disposizione, ricominciando a lavorare ancora di più, per imparare quel che vuole farci fare”.

Tu l’hai già avuto anche l’anno scorso, come l’hai trovato? “Baldo è sempre il solito, ci dà un’energia incredibile, che noi cerchiamo di portare in campo. Le idee di gioco sono vicine a quelle del nostro predecessore, gioco offensivo, andare in verticale, ha cercato di parlarci chiaro in tre giorni, l’abbiamo apprezzato. L’anno scorso avevamo fatto bene con lui, sono contento di ritrovarlo. Cosa non andava con Abascal? Probabilmente ci conoscevano talmente bene e il nostro gioco non funzionava più, non siamo riusciti a trovare sol. Peccato perché cercavamo di mettercela tutta, ma questo tutto non era abbastanza. Abbiamo sempre cercato di lavorare giorno per giorno, non ci siamo mai sentiti inferiori a nessuno”.

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