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22 settembre 2014

Intervista a Martinazzo!

Mirco Martinazzo, il campo all’improvviso: cronaca di una serata da ricordare È stato un attimo: Guatelli che si tiene il braccio, i soccorsi in campo, e il segnale di alzarsi dalla panchina, perché toccava a lui. Mirco Martinazzo si è trovato improvvisamente al centro di una gara delicata come quella di Coppa Svizzera. A caldo, aveva raccontato di non trovare le parole per descrivere quanto vissuto. “Posso dire che giocare in Coppa contro una squadra di categoria superiore rimane una forte emozione”, dichiara a qualche ora dalla sfida, “a maggior ragione per un ragazzo come me cresciuto nelle giovanili, che ha fatto il raccattapalle in partite così e ne ha viste alcune dalla tribuna. Non è facile entrare a partita in corso, lo si deve fare subito e più concentrato possibile, però è quasi più bello. Inaspettato!” Mirco ripercorre quei momenti, con Guatelli a bordocampo e Croci-Torti che gli parlava prima di mandarlo in campo. “Mi ha detto di stare tranquillo, che tutti in campo e in panchina avevano fiducia in me, per un portiere è quello che serve. Mattia è così, sempre pronto a dare una mano, importante è stato anche il preparatore dei portieri Enrico Malatesta, che nella pausa ha speso belle parole per me, dicendo di continuare così. Mi è sempre vicino in settimana, è fondamentale come tutti i miei compagni”. Spiega di non essersi ben reso conto di cosa stesse accadendo, “fino al momento in cui ho toccato il primo pallone, è successo tutto talmente in fretta!” Una serata dalle mille sensazioni per il giovane Martinazzo, ragazzo umile e volenteroso che vive la realtà di secondo portiere grazie all’amore per il calcio. Con Guatelli lavoro bene, è un ottimo portiere e un bravo ragazzo che mi dà dei consigli. Mi ha fatto i complimenti. Se sei la riserva di un giocatore di movimento sai che prima o poi entri, nel mio caso solo se il primo si fa male. Si deve solo lavorare e le soddisfazioni arrivano. La mia passione per lo sport che amo permette di fare i sacrifici”. Soprattutto ora che si è iscritto alla Supsi. “Desidero finire il mio percorso di studi in tre anni, conciliando col calcio. Non voglio rinunciare a nessuna delle due cose, sarà un grande impegno ma penso di essere abbastanza sveglio per farcela.” Momenti come quello vissuto con l’Aarau sono una molla importante. “Sì, sicuramente danno la carica, però restiamo coi piedi per terra, non ho fatto nulla, solo una prestazione. Le immagini che mi resteranno in mente? Ahimé, quella del gol subito al 94’, ma la prima a cui penserò è stata quando il massaggiatore ha fatto segno che per Andrea serviva il cambio.” Una sconfitta che sa di beffa, anche dopo alcune ore. “A livello mentale non è piacevole perdere all’ultimo, resta la prestazione. Diminuisce il rammarico e rimane la delusione, abbiamo disputato un’ottima partita, non si è vista la differenza di categoria.” Anzi, per Martinazzo può essere la svolta. “Penso possa esserlo, dobbiamo continuare così perché abbiamo tutto per far bene. Siamo un ottimo gruppo, una squadra con le carte in regola per un campionato tranquillo. Il nostro obiettivo è la salvezza, non dovremmo avere problemi a raggiungerlo, mettendo in campo la grinta e la determinazione di ieri.” Obiettivo salvezza per il Chiasso, allenarsi, studiare e farsi trovare sempre pronto per lui. “Mi ha fatto molto piacere un messaggio di Capelletti, anche con lui mi trovavo bene”. Aveva proprio ragione Regazzoni, la Coppa può essere qualcosa di speciale, e di certo questi sedicesimi Mirco Martinazzo non li scorderà facilmente!

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