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8 dicembre 2014

L’approfondimento di Servette FC – Chiasso FC

Chiudere con una buona prestazione ma tornare a casa senza punti. È terminato così, con la trasferta di Ginevra, il 2014 rossoblu. Una partita notevole e nessun punticino nel carniere, sembrerebbe una frase fatta, eppure questa volta è stato diverso. I ragazzi di Zambrotta davvero di più non avrebbero potuto fare, soprattutto nel secondo tempo. Dopo il buon secondo tempo col Bienne e l’ottima partita col Losanna, chi temeva i soliti problemi di continuità è stato smentito. Allo Stade de Genève, la strada si è messa subito in salita, perché dopo neppure un quarto d’ora l’arbitro Bieri ha mandato anzitempo sotto la doccia Monighetti. Zambrotta ha subito inserito Quaresima, sacrificando Magnetti, che tornava titolare dopo le ultime due reti, però il Chiasso non si è limitato a difendersi. Ha controllato un Servette di alta classifica, non ha rischiato quasi nulla, ed anzi ha provato a pungere in contropiede, con Regazzoni insidioso poco prima della pausa. Così, sullo 0-0 a metà partita nessuno ha avuto da ridire. In dieci, pareva impresa possibile portare a casa almeno un punto, se non che dagli spogliatoi i rossoblu sono tornati in campo in nove. Nella pausa, infatti, è stato espulso anche Regazzoni. In dieci sarebbe stata un’impresa, in nove ancor di più. Ci ha provato, il Chiasso, mentre il Servette capiva che era una chance impedibile per incamerare una vittoria per chiudere al meglio l’annata e pensare a come rimontare su Lugano e Wohlen. Dopo dieci minuti, Pasche ha messo la sfera alle spalle di Guatelli, e un quarto d’ora dopo Sauthier ha raddoppiato. Partita finita? Per i più sì, addirittura dopo il primo gol. Non avevano fatto i conto con l’orgoglio ospite e con Louise Parfait, che pare aver preso gusto nel segnare: dopo la spettacolare rete di lunedì, ha accorciato le distanze quando mancavano una manciata di minuti. Poter pareggiare in quelle condizioni, due uomini in meno sul campo di una delle favorite, sarebbe stata veramente una rimonta memorabile. Non è riuscita, poiché il Servette cinicamente ha saputo chiudere i conti prima di rischiare un recupero di sofferenza. In fondo, perdere in nove ci può stare, e il Chiasso esce a testa alta. Ci ha messo cuore, quello che permette di stare uniti anche quando le difficoltà oggettivamente sono grandi. Con soli 12’in parità numerica, non è affondato al cospetto di una delle regine del torneo. Dopo la goleada sul Losanna, era questo che i tifosi volevano vedere. Una prova gagliarda, un po’di quella maledetta continuità trovata, purtroppo, al momento di andare in pausa. Adesso basta partite fino a inizio febbraio. Si chiude un anno difficile, un anno dove è arrivata una salvezza e dove si sta lottando, punto dopo punto, per conquistarne un’altra.

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