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31 luglio 2016

Le veloci dalla sala stampa di #ChiassoSciaffusa

La prima partita casalinga della nuova stagione ha visto il Chiasso uscire sconfitto, con qualche rimpianto e la consapevolezza di aver dato tutto. Ne è convinto mister Giuseppe Scienza, “è il 100% che questi ragazzi possono dare. Lo Sciaffusa aveva, sia tecnicamente che fisicamente, valori troppo superiori eppure siamo stati in partita tutto il tempo con sacrificio e grande organizzazione. Per affrontare certe squadre servono più forza, più gamba e più corsa, non abbiamo molto peso e la condizione è lontana dalle altre. Pareggiare cambiava solo a livello morale, c’è tanto da lavorare e abbiamo dimostrato di essere un gruppo di persone serie, di ragazzi meravigliosi. Ci sono 5-6 di loro che hanno fatto le prime partite “vere”, perché un conto è essere un rincalzo e un altro doversi caricare la squadra. Non è facile e serve pazienza. Ci sono stati superiori fisicamente e tecnicamente, quando acceleravano lo facevano con passaggi più precisi dei nostri”. Rispetto ad Aarau è cambiato “solo il risultato. Ad Aarau abbiamo fatto meno sbavature difensive, ci è mancato un leader difensivo come Rouiller, anche se chi ha giocato ha fatto il suo. Anche a centrocampo abbiamo faticato, per un discorso di forza atletica e qualità tecnica. Trovare il 3-2 con mezza squadra coi crampi e sulle gambe significa che non molliamo mai, ed è un valore che ci aiuterà. Siamo condannati a una stagione di sofferenza, possiamo ritagliarci delle buone soddisfazioni, ora arrivano i nuovi e dovranno entrare nei meccanismi. Ci deve essere però fiducia”. Il mister è realista. “Andremo incontro a partite difficoltose, non abbiamo forza atletica devastane e dobbiamo fare dell’organizzazione di gioco e della velocità le nostre virtù: per noi non ci saranno sfide facili. I veri uomini escono nelle difficoltà e i nostri lo sono. Gli anziani devono far capire ai giovani che questo è il nostro pane quotidiano. Ma quando avremo la nostra fisionomia ci potremo muovere meglio”. C’è qualcuno che, nonostante il risultato, non riesce a non gioire. Alla sua seconda presenza in Challenge League, il 18enne Dario Lagrotteria ha siglato la sua prima rete. “Un’emozione grandissima, per me che l’anno scorso giocavo nell’U18 e non avevo fatto neppure un gol… È qualcosa di spettacolare, fantastico. Sono entrato sul 2-1 e avrei voluto siglare il pari, ma va bene anche così. Volevo far bene per la squadra ma soprattutto buttarla dentro”. Lo ha fatto, e anche parlare dello Sciaffusa non gli toglie il sorriso. “Siamo una squadra molto giovane, e si vede. Nel primo tempo abbiamo fatto una buona partita, nella ripresa dopo il loro secondo gol ci siamo spaccati un po’ in due per raggiungere il pari, alla terza rete sono saltati gli equilibri: se il mio gol fosse arrivato qualche minuto prima… Per quanto mi riguarda, ad Aarau ho fatto abbastanza bene e oggi avevo in testa già nel riscaldamento di segnare, sono felice”. La differenza dall’U18 si vede. “Soprattutto fisicamente, gioco contro degli uomini, io sono un ragazzino di 18 anni. Voglio far bene e crescere, per essere in futuro un pilastro del Chiasso. Siamo una squadra che ad Aarau partiva spacciata e ha fatto vedere di avere gli attributi, ora pensiamo alla prossima”. L’altro marcatore, Antonio Felitti, è invece arrabbiato. “Abbiamo preso gol troppo facilmente. Guardiamo avanti ma perdere non piace a nessuno. Ci è mancato Rouiller, è vero, ma 14 giocatori entrano in campo e ciascuno può dare lo stesso di un altro. Non siamo assolutamente una squadra che si abbatte, anzi quest’anno siamo più gruppo”. Settimana scorsa Monighetti, ora lui: i “veterani”, seppur giovani, devono trascinare i Rossoblù. “Rispetto all’anno scorso sicuramente il nostro ruolo è più importante, siamo una squadra giovane, Regazzoni e Guatelli hanno detto a me e Michele che dobbiamo fare un salto, trascinare i giovani”. pb

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