News

28 agosto 2016

Le veloci dalla sala stampa di #ServetteChiasso

Un punto arrivato nei minuti finali, quando in pochi ci avrebbero scommesso: un punto, dunque, d’oro, nonostante una prova non ottima. Nel post partita, la gioia è tutta di Gioele Franzese, in gol all’esordio. “È stata un’emozione grandissima, seguo il Chiasso da quando ho 5 anni e la rete al debutto vale doppio. Prima di entrare ero tranquillo, anche durante il riscaldamento, poi una volta in campo, quando nel secondo tempo loro hanno preso il palo, l’emozione ha cominciato a giocarmi qualche brutto scherzo, perché mi è venuta paura che non potessimo farcela o che non riuscissimo a tirar fuori la grinta. In fondo abbiamo sempre sofferto noi poi abbiamo strappato il pari. Non credevo avremmo sofferto in questo modo, avevamo preparato bene la sfida ed eravamo carichi, sono stati anche bravi loro, palleggiando bene e creando buone azioni. Ci siamo rimotivati un po’ nella pausa”. Per i giovani, ammette, non è facile. “L’emozione, appunto, può far male, dobbiamo cercare di tenerla a bada, di non pensare a che cosa succede e al risultato. Ringrazio il mister per aver creduto in me, ho avuto anche fortuna di trovarmi al posto giusto nel momento giusto, poteva capitare a tutti. Per me e per la squadra è un punto di partenza, c’è tantissimo da lavorare”. Mister Giuseppe Scienza è soddisfatto del punto, meno della prestazione. “Abbiamo conquistato un punto che ci ridà quanto abbiamo perso nelle ultime sfide, anche se il Servette meritava di più. Siamo stati bravi a rimanere agganciati alla partita, con gli interventi di Guatelli, poi a creare due occasioni e trovare il pari, castigandoli con un giovane del 1999 che è un nostro patrimonio. La prova però non mi soddisfa, ci dimostra che lottando comunque qualcosa si ottiene. Cosa non è andato bene? Ricordiamoci che abbiamo tanti giovani senza esperienza e ragazzi che altrove hanno giocato poco, bisogna lasciar loro tempo, la sorpresa è sorprendersi di avere difficoltà: chi rimane stupito di questo non vive sulla terra. Nella sofferenza noi diamo qualcosa in più, senza cattiveria oggi non si faceva risultato”. Dopo aver provato col 3-5-2 e col 4-3-3, ha trovato il modulo ideale il un 4-4-2, “molto didattico che ci ha permesso di coprire tutto il campo, sopperendo alla forza che non abbiamo. Dobbiamo capire cosa manca a livello fisico, anche settimana scorsa c’è stato un calo. In questa sosta, dato che siamo partiti dopo, lavoreremo per ripristinare i valori fisici e recuperare gli acciaccati. Lo facciamo in modo più sereno, abbiamo tenuto dietro il Servette, che comunque per me non è squadra da bassi fondi. Il campionato è ormai già spaccato in due tronconi”. Fra i singoli, ha esordito anche Gui, “volevo metterlo 20′ poi è stato necessario inserirlo prima. Franzese al posto di un difensore? Io i giovani che ho li butto dentro, lui va centellinato, ha capito che la Challenge League è dura. Mujic si è impegnato ma è stato poco incisivo, in generale bisogna correre di più”. Andrea Guatelli ha giocato una grande partita. “Mi sono rifatto dopo l’errore di settimana scorsa. Le critiche? Non mi fanno piacere, ma sono un professionista, so che lavoro seriamente e che ho delle qualità, oggi infatti ho fatto vedere una buona prova. Ma il calcio è un gioco di squadra e tutti abbiamo fatto la guerra quando serviva. Il punto è un po’ immeritato, ma è d’oro. I nostri ragazzi hanno una possibilità che altrove non avrebbero, per loro è una grande fortuna, in diversi hanno già risposto presente. In gare come quella odierna imparano che una chance, se resti in partita sino alla fine, arriva sempre”. pb

Interviste, Ultime notizie

Leave a Reply