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19 febbraio 2015

L’intervista al vostro MVP di #ChiassoLosanna!

Il primo gol in Campionato del 2015 porta la sua firma. Gaston Magnetti è stato scelto dai tifosi Rossoblù come Man of the Match, “probabilmente la rete ha avuto il suo peso nella votazione, ma sia io che la squadra abbiamo disputato una buona gara”. Il centravanti argentino, a freddo, parla di un pari giusto. “Non perdere contro un Losanna che ha certamente altre ambizioni è importante, è anche vero però che visto l’andamento della sfida c’è un po’ di rammarico per non aver vinto. Però nel finale hanno avuto anche loro delle occasioni, quindi il risultato è corretto”. Aveva concluso l’andata segnando, ha cominciato il ritorno nello stesso modo. “Sono felice. Per un attaccante è importante fare gol, si prende fiducia, come ogni punta soffro quando la porta si chiude. In quei casi diventa tutto più difficile, mentre nei frangenti in cui si segna ogni cosa viene più facile. Si tratta di situazioni che vive chiunque giochi nel mio ruolo. Quando gira tutto bene bisogna approfittarne, perché basta un attimo perché il momento passi. Si devono godere i periodi positivi e far passare quelli negativi” Non si pone obiettivi, Gas. “Da diverso tempo non lo faccio più. Vorrei soprattutto salvarmi il prima possibile senza soffrire fino alla fine come l’anno scorso, poi quando faccio gol sono felice per cui mi auguro di farne più possibile”. La prima parte di stagione non è stata facilissima a livello personale. “All’inizio giocavo, poi mi sono infortunato, sono rientrato e sono stato operato di appendicite, infine ho iniziato a segnare”. Per Gaston non c’è una spiegazione ai periodi di astinenza. “Sono momenti così, sono però consapevole di non essere un fenomeno quando faccio gol e nello stesso modo di non essere un disastro quando non lo faccio. Sono sempre lo stesso giocatore, e anche se non va cerco di lavorare per la squadra, di tenere palla e prendere falli. Quando segni, da fuori sembra che tutto ciò che fai viene meglio”. Il tuo reparto ha beneficiato di due nuovi innesti, cosa puoi dirci a riguardo? “Gentile si è adattato subito, mentre Viçosa ha avuto qualche difficoltà in più per la lingua, ma ci siamo passati tutti. Si sta inserendo al meglio, entrambi sono bravissimi ragazzi. Junior proviene da un campionato importante come quello brasiliano, Giuseppe ha fatto la sua carriera negli Stati Uniti, sono venuti per darci una mano e spero possano contribuire alla salvezza”. Abbiamo dato la possibilità ai nostri tifosi di porti una domanda/curiosità: un tifoso Rossoblù vuole chiederti com’è essere allenati da un ex difensore? “Per esempio quando c’era Ponte, che da calciatore era offensivo, cercava di trasmetterci dei movimenti che erano suoi, Zambrotta lo fa di più con i difensori, ma non è assolutamente un impedimento. Noi siamo i giocatori e lui il tecnico. Ha cominciato la sua esperienza in panchina con noi e in un anno ha imparato tanto e capito molte cose. È diverso essere giocatore o allenatore, e lui è sulla strada giusta”. Alle porte c’è un’altra sfida importante contro il fanalino di coda Bienne… “Certamente lo è, però non è decisiva. Se perdessimo col Bienne non saremmo condannati a retrocedere e allo stesso modo se vincessimo non saremmo salvi, però un buon risultato ci darebbe tranquillità per continuare a lavorare. Col Losanna abbiamo mostrato ottime cose, ma dopo il gol subito abbiamo avuto un black out di 10-15 minuti. Ne abbiamo parlato anche con Zambrotta, non dobbiamo perdere la testa se incassiamo una rete”. Il ritiro di Cipro è stato utile? “Abbiamo potuto lavorare su campi in buone condizioni, a Chiasso col ghiaccio non era possibile. Settimane del genere sono utili sia a livello personale sia per cementare il gruppo”. E’ proprio il Gruppo, secondo il nostro n.7, il segreto di una squadra di successo; Gas ci racconta poi di un discorso allo spogliatoio del Presidente Lurati, che rimandava proprio ai concetti di Gruppo e Pelle Rossoblù: “Si deve capire che giocare per questa squadra è diverso, il Pres chiede di trasmettere sempre quel qualcosa in più, quei valori che appartengono alla storia rossoblù come la forza del gruppo, l’ambiente, il darsi la mano l’un l’altro e l’umiltà. Tutti questi aspetti vanno portati in campo”.

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