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26 luglio 2015

FINALE: #ChiassoSciaffusa

È dolce la serata, e dolce sarà il risveglio. Il Chiasso capolista, anche se solo per una notte, chi l’avrebbe mai detto. Eppure è bello assaporare, guardare quella classifica, sapendo che probabilmente non durerà, ma che adesso è così. Due partite, quattro punti, una vittoria convincente, figlia non di casualità e solo cinismo (che comunque, beninteso, non guasta mai), bensì del bel gioco. Solidità difensiva, manovra fluida e tanti cross: nella prima mezz’ora contro lo Sciaffusa ne sono fioccati parecchi, senza creare grandi chance. Sono arrivate dopo, e si sono concretizzate a inizio secondo tempo, portando a conquistare i tre punti in modo autorevole. La squadra di Joacobacci era arrivata al Riva IV, dove davanti a soli, purtroppo, 500 spettatori e ad una tribuna inagibile per metà causa lavori in corso, i Rossoblu hanno debuttato in casa, forte della vittoria conto lo Xamax e con un attacco da mettere i brividi. Eppure, Ianu e Tadic hanno avuto ben pochi palloni giocabili, e quando i Gialloneri si sono fatti, invero di rado, vedere in avanti, Guatelli e la retroguardia si sono mostrati pronti. Schällibaum, nel dopo partita, a chi elogiava la prolificità degli attaccanti (a segno quattro calciatori diversi in due gare), ha fatto notare come anche dietro sia andato tutto bene, e auspicava che questo equilibro duri per tutto il campionato. Certo, difficile negare come avere punte che, quando hanno la palla giusta, segnano, cambia di molto le prospettive. Perché se nessuno la mette alle spalle del portiere, anche creare occasioni di pregevole fattura serve a poco. Invece, quando Cortelezzi ha recuperato palla sulla trequarti per darla a Regazzoni, il quale ha crossato dal fondo, Bobo Ciarrocchi, che agiva da seconda punta “mascherata”, dato che spaziava sull’esterno sostituendo l’infortunato Melazzi, si è fatto trovare pronto alla sua prima marcatura stagionale. Vantaggio meritato e prezioso, che il mister ha blindato cambiando Hassel con Diarra. Si dice che una grande squadra ha anche un’ottima panchina e il maliano si è dimostrato decisivo. Ci ha pensato lui, infatti, a chiudere la partita, dapprima creando i presupposti per la seconda rete segnata da Cortelezzi, e poi, non soddisfatto, andando a mettere personalmente il terzo sigillo. Se il Chiasso è totalmente diverso da quello della passata stagione, in fondo Drissa può esserne una delle immagini. Il riscatto, la dimostrazione che due anni difficili sono dietro le spalle. Il Chiasso vuole e chiede questo, trasformandosi piano piano sotto gli occhi attenti di Schällibaum e dei suoi tifosi in una compagine che concede poco, sa far divertire e sfrutta ciò che crea. Presumibilmente, non ci sarà sempre il sole. Capolista per una notte, un breve sogno di mezza estate, che non può e non deve, lo hanno ribattuto tutti, far perdere il senso della misura. I piedi devono restare ben piantati per terra. Però, non gioire e non godersela sarebbe sbagliato.

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