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17 maggio 2015

FINALE: #ChiassoWinty 0-0

Al Riva IV si respirava qualcosa di diverso. La partita era importante, e tutti lo sapevano. Però non c’era nell’aria quella paura, quel clima da ultima spiaggia: no, ci si attendeva qualcosa di buono dal Chiasso. Qualcuno potrà obiettare che è merito del caldo sbocciato d’un tratto, invece si tratta della fiducia, un ingrediente magico che, in buone dosi, può trasformare gli scenari. Ed anche le squadre, basti vedere questo Chiasso, diverso da quello impaurito di qualche settimana fa. Così, anche in una partita dove non è stata sfoderata la miglior prestazione dell’ultimo periodo, arriva un punto. Forte di quella fiducia, i Rossoblu sono partiti forte. Volevano il gol, perché battere il Winterthur avrebbe significato mettere una serie ipoteca, finalmente, sulla salvezza, e affrontare il finale di stagione con tranquillità. Il gol, ancora una volta, non è arrivato. Che l’attacco fatichi è appurato, anche se spesso e volentieri le occasioni si creano. Anzi, Magnetti una l’aveva anche realizzata, forse nel momento più indicato, quando il Winterthur stava cominciando a sfoderare gli artigli e a sfruttare gli spazi larghi che la generosità di un Chiasso votato a cercare il vantaggio aveva lasciato. Una rete di testa, da poca distanza, su cui l’arbitro ha però ravvisato un fallo precedente di Pacar su un difensore del Winterthur. Sarebbe stato, con ogni probabilità, l’episodio spartiacque. Nella ripresa, i leoni hanno preso con più autorevolezza il possesso del campo ed hanno giocato di più, anche se le uniche occasioni sono state dei tiri scagliati da lontano. Restano, dunque, nitide, le chance del primo tempo, quando l’una e l’altra compagine avrebbero potuto segnare, e possono ringraziare una dose di fortuna se l’altra non ci è riuscita. Nel finale, in quegli assalti senza più regole, Rouiller è andato vicino ad una zampata del peso di una salvezza. Probabilmente, il pari è il risultato più giusto, tra la quarta della classe senza grandi stimoli e senza il suo leader Bengondo e un Chiasso che fa un passettino indietro rispetto alle ultime prove, ma continua a non perdere. Ci si ripeterà, però Schällibaum ha saputo ridare sicurezza ad una difesa ora blindata, con Guatelli tornato fra i pali e la coppia formata da Madero e Rouiller che sta diventando una certezza. Non sorprende infatti nessuno vederli fra i migliori, così come Maccoppi, che una volta trovate le chiavi del centrocampo pare non volerle più lasciare, con a fianco la concretezza di Diarra e la generosità di Mihajlovic. È mancato un po’di dinamismo sulle fasce, e l’ultimo passaggio, l’idea illuminante che scardinasse la difesa degli zurighesi, nonostante la fantasia di Regazzoni e la buona volontà di Magnetti. I punti di vantaggio rimangono cinque, e quelli in palio diminuiscono. Non ci sarà neppure il tempo, però, di dare un’occhiata soddisfatta alla classifica. Venerdì si torna già in campo, per un pazzo finale che offrirà sfide una dietro l’altra senza soluzione di continuità. Venerdì si va a Lugano, mai una serata banale.

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