News

2 ottobre 2014

Parla Pacar

Janko Pacar, fiducia e autostima per ambire in alto, sognando la Super League e il Milan   Un anno e mezzo a Winterthur, chi meglio di lui può indicare al Chiasso come battere i leoni? “Segnano tanto, se devo indicare un punto debole direi la difesa” spiega Janko Pacar, ultimo arrivato in ordine di tempo nella rosa rossoblu. “Dobbiamo lottare dando il 100%, ciascuno aiutando i compagni, puntando a non incassare reti e colpire su angoli, punizioni o contropiedi veloci. Rispetto all’ultima stagione diversi elementi sono andati in Super League, da Freuler a Radice a Aratore, questo dimostra quanto sia una buona squadra, non c’è solo Bengondo.” Janko però è fiducioso, anzi, fiducia è la parola chiave di tutta l’intervista. Quella che serve per far bene, quella che mister Zambrotta non fa mai mancare ai suoi ragazzi. “Quando sono arrivato ho subito pensato che avrei avuto un campione del mondo come allenatore, durante il mio primo giorno qui ci ha portato le borracce e ho capito che è una persona molto umile. Crede tanto in noi, è calmo e ce lo sa trasmettere.” Fiducia che arriva dalla vittoria col Le Mont. “Ho visto il pari col Wohlen, c’era stata una buona prestazione con tante motivazioni, avevamo fatto molto bene anche con l’Aarau e quando perdi con un gol del genere non puoi dire nulla, poi col Wil eravamo stati migliori di loro e avevamo avuto più occasioni senza trovare il gol, con loro che avevano segnato con un po’di fortuna. Dunque non mi sorprende che abbiamo vinto sabato, siamo più forti del Le Mont e si doveva vincere. È importante per il morale e per l’autostima, più ne abbiamo e più in fretta facciamo gol e belle partite. Nella situazione in cui ci trovavamo, sono fondamentali tre punti contro una diretta concorrente, anche se penso che si possa giocare ancora meglio.” E se una gara va storta? La mentalità di Pacar è quella di non abbattersi mai, di guardare sempre avanti. “Se si perde ci si chiede perché e si analizza, poi c’è la partita successiva. Siamo fortunati, giocando a calcio facciamo il lavoro più bello del mondo. Mi auguro che questa mia esperienza a Chiasso possa essere un trampolino definitivo. Mi piacerebbe arrivare in Super League anche se il mio sogno da sempre è giocare nel Milan, dato che i miei idoli sono Shevchenko e Boban. So che è difficile però nel calcio può succedere di tutto e rapidamente. Per ora, il mio primo obiettivo è dare sempre il 100% in ogni allenamento e in ogni partita in modo da poter guardare chiunque negli occhi sapendo di aver messo in campo tutto quello che avevo.” La punta è felice delle sue prime settimane nel Chiasso. “Sono stato accolto molto bene dalla squadra, i compagni sono molto amichevoli e aperti, l’atmosfera è positiva.” Pensa di poter dare soprattutto velocità alla squadra, e di possedere un buon tiro. È passato solo un quarto di torneo, troppo poco per avere un’idea precisa dei valori. “Sinora il Wohlen sta andando benissimo, per la promozione vedo anche i miei ex compagni, il Servette e l’ambizioso Losanna.”. Dell’esperienza a Winterhur ha un buon ricordo. “È una grande città con molti spettatori per la categoria ed anche molta pressione da parte dei tifosi.” Il passato però è passato e l’obiettivo è batterli. Con quale maglia? “Devo dire che quella che ci ha prestato il Baulmes era bella e che è la seconda volta che mi capita di vincere con la divisa di un’altra squadra, è successo un caso simile quando ero col Lucerna…” Non c’è due senza tre, verrebbe da pensare, e chissà che non arrivi anche il primo gol di Janko Pacar. Ma poi ci si pensa e no, la maglietta rossoblu è sempre la migliore, non si discute.

Ultime notizie

Leave a Reply