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27 novembre 2014

A tu per tu con…Axel De Biasi

Sta entrando nel mondo del calcio che conta in punta di piedi, con umiltà. Quando si dice che in questo sport bastano pochi momenti per cambiare una vita, si potrebbe pensare alla storia di Axel De Biasi. “Quattro settimane fa avevo perso la voglia, perché non avevo mai giocato ed anche nel Team Ticino di Cao Ortelli, non so perché, non venivo preso in considerazione. Per fortuna persone esterne mi hanno aiutato a ritrovare la fiducia e la voglia di lavorare ancora di più.” Il primo ricordo decisivo è il gol in amichevole con l’Atalanta. “Sapevo che facendo bene avrei avuto una buona occasione di mettermi in mostra in una partita e non solo in allenamento. Mi è arrivata una palla su un cross sul secondo palo, ho controllato di sinistro e ho calciato dritto per dritto, non capivo più nulla!” Da li, si è sentito un calciatore diverso. “Negli allenamenti successivi mi sono ritrovato più fiducioso, capivo di essere visto in maniera differente da compagni e tecnico. Tutto era più facile per me, ero più sciolto e avevo più coraggio. Mi vedevo come uno che poteva davvero giocare.” Non immaginava che, in una delle partita più delicate del campionato, sarebbe toccato a lui. “Speravo di giocare, però partire dall’inizio è stata una bella sorpresa.” Axel racconta le sue emozioni, ancora vivide. “Allo stadio erano presenti le persone a me care, e questo aiuta molto nell’autostima. Il complimento più bello è arrivato da mio padre, che prima della partita mi ha detto che comunque sarebbe andata era fiero di me. Tutto mi ha fatto molto piacere!” Non nasconde di essere stato molto teso, prima di entrare in campo. “I primi palloni sono fondamentali per me. Sono una persona che tende a farsi condizionare, perdo fiducia in me stesso, e comincio a pensare che non è giornata e che farò solo danni. Allora all’inizio cerco sempre di effettuare giocate semplici, per prendere fiducia e farla prendere ai compagni. Temevo anche i commenti del pubblico, avendo seguito diverse partite dalla tribuna.” Come spesso accade quando si hanno mille timori, ci si trova nella situazione e tutto va per il meglio: sessanta minuti in campo e applausi al cambio. Axel è però severo con sé stesso. “Abbiamo rivisto i filmati, ho fatto alcune cose buone ma soprattutto ne ho molte su cui lavorare. Devo migliorare sulle ripartenze e nei contrasti, lì avverto ancora un divario con gli avversari e nella pausa cercherò di colmare il gap. Ho toccato pochi palloni però sono riuscito a dare una mano ai compagni in tante occasioni.” Gli si chiedono pregi e difetti, preferibilmente non solo i secondi. “Preferisco giocare sulle fasce, uguale se destra o sinistra. Ho una buona corsa, lotto per i compagni e cerco di aiutarli, ho aggressività. Invece devo migliorare molto tecnicamente, cercando di sbagliare il meno possibile su cose banali. E arrabbiarmi di meno, visto che con il Team Ticino ho preso tante ammonizioni per proteste. A chi mi ispiro? Anche se giochiamo in ruoli diversi, a Ibrahimovic, per la sua aggressività e la voglia di fare gol.” Il Chiasso, nel giorno del suo esordio, ha portato a casa un pari in chiaro scuro. “È un risultato sia positivo che negativo. Affrontando l’ultima in classifica c’erano aspettative alte di poter vincere, poi per come è andata la partita e per il campo, difficile per entrambe le squadre, è un buon punto, che non ci soddisfa e non ci dispiace. Va bene così! Abbiamo bloccato la risalita del Bienne, e dovevamo riscattarci da Lugano: l’abbiamo fatto sul piano del gioco e della voglia, non su quello della classifica”. Prima della pausa, i rossoblu sono attesi da due sfide importanti. “Saranno difficili perché Losanna e Servette sono squadre con fiducia e con una buona posizione. Se nello scontro tra Le Mont e Wil una delle due vince perdiamo una posizione, dunque dobbiamo cercare di fare il meglio possibile. Anche per ripartire poi con fiducia e motivazione.” Per quanto lo riguarda, si augura di trovare spazio. “I giovani sono valorizzati in Svizzera? Dipende dalle società e dal contesto”. Al calcio affianca il lavoro in ufficio alla SUPSI di Manno, per conseguire la maturità professionale. “Il mio obiettivo sarebbe giocare, ma mi trovo bene anche in ufficio.” I diciotto anni sono idealmente l’epoca delle prime volte. Per lui, è arrivato il debutto in Challenge League: la scalata di Axel De Biasi all’olimpo del pallone è appena cominciata!

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