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23 marzo 2016

A tu per tu con… Simon Laner

È in un ottimo periodo di forma, e non è solo la doppietta rifilata al Bienne a testimoniarlo. Con quattro reti è, assieme a Capitan Regazzoni, Ciarrocchi e Dragan Mihajlovic il capocannoniere del Chiasso e regala sempre prestazioni di sostanza con tanti inserimenti e spunti offensivi. “Doppiette? Mi era già capitato, in Serie B italiana, col Vicenza. Le mie caratteristiche sono andare spesso in profondità ed inserirmi, ma il fatto di segnare o no non mi preoccupa; ciò che conta è vincere. Sono in un buon periodo, da gennaio sto bene fisicamente e ho riacquisito sul campo la fiducia che mi serviva”. Simon, anche la squadra è in un buon momento, nonostante la sconfitta col Winterthur che brucia ancora… “Sicuramente è un periodo positivo, prima di sabato erano arrivati quattro risultati utili consecutivi. Ci siamo ricompattati come squadra e siamo cresciuti fisicamente, lo dimostra il fatto che alla fine delle partite ne abbiamo ancora, mentre altre compagini no, questo è un bel segnale. I risultati non sempre rispecchiano il lavoro, ma impegnandosi in settimana sono certo che questi arriveranno. La sconfitta brucia, abbiamo battuto un’infinità di corner e fatto 20 cross, abbiamo dominato la partita: poi sono arrivate delle disattenzioni sulle loro ripartenze e sono stati concessi due gol. Fa male perdere al Riva IV davanti ai nostri tifosi, ma va tenuto quanto di buono abbiamo fatto e limitare gli errori”. Qual è il sentimento che prevale? “La voglia di giocare, non siamo di certo demoralizzati. La cosa importante in campo è cercare di essere concentrati e freddi, i sentimenti vanno lasciati fuori. Gli avversari, comunque, qualche volta ci hanno portato via punti, mentre a noi non è mai successo di “rubarne” in partite in cui non meritavamo”. Parlavi di voglia di giocare, la sosta pasquale non arriva dunque al momento giusto? “Ci farà bene fisicamente, potremo lavorare, ma sarebbe stato meglio giocare subito per la nostra condizione. Fermandoci ad ogni modo avremo tempo di prepararci con serenità alla prossima sfida. Con lo Sciaffusa sarà uno scontro diretto e dovremo dimostrare che l’esito dell’ultima partita è stato solo dettato dal caso. Dopo quattro risultati utili consecutivi, perdendo una volta siamo di nuovo con l’acqua alla gola, tutte le squadre sono attaccate in classifica. Dobbiamo conquistare il prima possibile i punti necessari a salvarci. A Sciaffusa sarà una partita da sei punti, va affrontata con la giusta mentalità e con serenità”. Ormai sei qui da qualche mese. Che impressione ti sei fatto del calcio svizzero? “È molto fisico, le squadre non mollano e ci credono sempre fino alla fine. Tutto è possibile, basti pensare al Bienne che sembrava spacciato per la classifica e per i suoi problemi economici eppure ha battuto la capolista Losanna, ci sono molte sfide in cui i risultati vengono ribaltati. Di fatto sono tutti scontri diretti, con 10 squadre difficilmente ti stacchi in graduatoria. Si vive con la sensazione di non essere mai né su né giù. In Italia si dà maggior importanza all’aspetto tattico, all’impostazione del gioco, alla giocata e alla sua qualità, e con 20 squadre è diverso. Non è che un calcio è meglio o peggio dell’altro, dappertutto ci sono allenatori e giocatori preparati. Giochi al fianco di Maccoppi, come ti trovi con lui? “Molto bene, abbiamo caratteristiche diverse. Lui imposta molto il gioco, fa girare la squadra, mentre io invece cerco più la profondità per fare gol. Anche con Dragan Mihajlovic va benissimo, formiamo un centrocampo a tre secondo me molto solido”. Il tuo futuro sarà a Verona? “Sono in prestito dall’Hellas, a fine maggio contrattualmente tornerò a Verona. Vedendo la loro situazione, rischiano di retrocedere. Vedremo se rimarrò lì, adesso penso solo a fare bene col Chiasso e alla salvezza, perché il futuro e un’eventuale conferma passano da qui”. pb

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