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5 febbraio 2016

A tu per tu con…Ulisse Pelloni

Ulisse Pelloni, portiere ticinese, ex Aaaru, a Chiasso ha trovato diverse facce note. “I primi giorni sono molto positivi”, racconta dopo un intenso allenamento e una seduta supplementare di tiri coi compagni e con Guarino in particolare. “Gli altri mi hanno accolto molto bene, ci sono un buon gruppo e un bell’ambiente, quando ci alleniamo sappiamo anche ridere e scherzare. Conoscevo già parecchi giocatori, e mi auguro di conoscere presto anche tutti gli altri”. Il mister, invece, per te, è una novità. “Sì, Camolese mi era noto solo di nome, seguendo la Serie A italiana. Il primo giorno mi ha parlato, facendomi subito un’ottima impressione. Sul campo, è preparato e ha una grande esperienza. Ad Aarau, ho avuto due ex allenatori del Chiasso, Bordoli e Schällibaum. Mi sono trovato bene con entrambi, anche se Livio lo conoscevo già dalle Under: mi piacevano i loro metodi di lavorare. Il periodo lì però è stato altalenante…” Come mai? “Il primo anno, in Super League, ho giocato poche partite, di cui alcune di Coppa. Non è facile stare in panchina, ma ero in una categoria diversa dove il livello era nettamente più alto. Anche stando fuori ho potuto imparare e crescere parecchio. Invece in questa stagione ci sono stati tanti alti e bassi, un po’ giocavo e un po’ no. La squadra ha avuto dei problemi, anche se resto convinto che la rosa argiovese sia da primi tre posti, persino senza i nuovi. Ora hanno acquistato Russo e io ho deciso di accettare la proposta del Chiasso”. Dovrai cercare di rubare il posto a Guatelli. Quali caratteristiche vi differenziano? “Ci siamo conosciuti quando ero al Locarno, lui si è allenato con noi per un paio di mesi, e da lì siamo sempre rimasti in contatto. Ovviamente, avendo lo stesso ruolo, ciascuno vuole giocare. Lui ha 20 centimetri in più di me, ed anche qualche chilo in più… diciamo che non sono cresciuto molto! Andrea è avvantaggiato sui cross e gli angoli, io invece sono più esplosivo e più rapido nei movimenti. Lui d’altronde ha maggiore esperienza. Si può avere un buon rapporto pur giocandosi il posto? Sì, perché non si basa sull’allenamento ma su quello che si condivide fuori dal campo, se ci si trova bene insieme e c’è rispetto reciproco, come succede a noi, questo rimane. Mi auguro di poter giocare, altrimenti cercherò di dare una mano in altri modi”. Si torna in campo dopo la lunga sosta, in trasferta a Neuchâtel. Quali sono le insidie della ripresa? “Sarà una partita difficile per diversi motivi: il lungo viaggio, il campo sintetico, un bel pubblico, il loro buon gioco, favorito in rapidità proprio dal sintetico. Io sono qui da pochi giorni ma so che la squadra si è preparata bene e c’è tutto per far bene. Sarà una battaglia, sono però fiducioso che si possa tornare con un buon risultato. Dopo la pausa è sempre complicato, è positivo ricominciare se hai lavorato bene e sei in forma e magari gli altri ti sottovalutano, se accade il contrario sono problemi. Durante la sosta si disputano delle amichevoli ma non è la stessa cosa, l’agonismo è diverso quando non si lotta per i tre punti. A mio avviso, non sarà decisiva la corsa bensì il saper interpretare bene la sfida, che si vince sul piano mentale, pronti dal primo minuto a sfruttare ogni loro errore”. PB Per sbirciare un minuto dell’intervista al giovane portiere ticinese basta cliccare sul link ->

A tu per tu con… Ulisse Pelloni

Torna la rubrica #atupertucon: protagonista della settimana è Ulisse Pelloni, il giovane portiere ticinese appena arrivato a Chiasso che ci racconta un po' le sue prime impressioni in maglia #Rossoblù … Per leggere l'intervista completa seguire il link -> https://www.fcchiasso.ch/site/?p=5604PREMERE SUL PULSANTE "HD" IN BASSO A DESTRA PER OTTENERE UNA MIGLIORE QUALITA' VIDEO!#ForzaChiasso #ScriviamoLaStoria #110enonsentirli

Pubblicato da F.C. Chiasso su Venerdì 5 febbraio 2016

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