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3 giugno 2015

BCL 2014-2015: un bilancio

Qualche giorno, per i tifosi, per far decantare delusione o gioia, per rivivere e riguastare il campionato appena passato, prima di proiettare sogni e speranze sul prossimo. Meno invece il tempo per i dirigenti, dato che già pochissime ore dopo il triplice fischio delle partite di sabato in agenda c’erano incontri con allenatori, piani futuri e nomi da sondare. Per capire da dove ripartire, quali errori eventualmente correggere e su quali punti di forza porre l’accento, indispensabile è andare oltre le emozioni, che nel calcio sono la componente che più coinvolge il sostenitore, ebbro di gioia ad un gol e carico di delusione a una sconfitta, e guardare i numeri, nudi e crudi. I verdetti, sul campo, del campionato appena terminato, sono chiari: Lugano in Super League, con ben 7 punti di distacco su un Servette che, complici i problemi finanziari che lo hanno attanagliato, nel finale ha mollato, e Bienne in Prima Lega. Poi, con ogni probabilità, sarà il Servette a retrocedere, per questioni extracalcistiche. La sorpresa maggiori è il Le Mont, salvo con una giornata di anticipo, una compagine deludente è lo Sciaffusa, che dopo l’ottimo campionato passato ha pagato più del dovuto una massiccia rivoluzione di uomini. Il Winterthur si conferma squadra da alta classifica a cui manca però sempre quel qualcosa per ambire alla promozione, soffre ancora, più di quanto sperato a inizio torneo, il Chiasso, mentre anche il Wil ha faticato più di quanto previsto e il Bienne ha ottenuto meno punti rispetto al valore di partenza della rosa. Il record di vittorie spetta al Lugano, uscito vincitore 22 volte, due in più delle seconde classificate in questa graduatoria, ovvero Servette e Wohlen. A vincere meno è stato invece il Bienne, solo 7 volte. Il Lugano è altresì la squadra che ha perso di meno, a 6 riprese, Bienne, Le Mont e Wil per contro sono state sconfitte addirittura 17 volte. Chiasso e Bienne hanno pareggiato ben 12 volte, solo 4 le X del Wohlen. Se chiedessero al Winterthur la disponibilità a giocare sempre in casa, i leoni sarebbero d’accordo: contassero solo le gare davanti al pubblico amico, infatti, gli zurighesi sarebbero secondi dietro al Lugano, mentre fuori casa hanno faticato tremendamente, tanto che avrebbero evitato per pochissimo la retrocessione. Il Wohlen invece sceglierebbe senza dubbio di disputare tutte le gare lontano da casa: sarebbe addirittura promosso, con 13 vittorie e 8 punti in più del Lugano! Il Winterthur si conferma anche la squadra col miglior attacco, con 65 gol segnati. La palma di peggior attacco è invece, ahimé, per il Chiasso, a segno solo 30 volte. Per contro, il Wil si guadagna il poco ambito titolo di peggior difesa, bucata ben 63 volte, mentre il Lugano ha contributo alla promozione con la miglior retroguardia. Sono infatti solamente 31 i gol subiti. Contassero solo le gare in casa, i bianconeri sarebbero primi sia per quanto riguarda l’attacco sia per la difesa, mentre Chiasso e Wil manterebbero i pochi inviabili primati di peggior attacco e peggior difesa. La situazione varia un po’invece guardando le sfide fuori casa, con i Rossoblu a segno meno di tutti e ma con il Losanna che prende il posto del Wil come peggior difesa. Il miglior attacco sarebbe dello Sciaffusa, la miglior difesa ancora una volta quella Bianconera. La lotta per il titolo di capocannoniere è stata serrata sin dall’inizio, e se l’è aggiudicata lo sciaffusano Igor Tadic, con 19 centri. Secondo è giunto il bomber del Winterthur Patrick Bengondo con 16, seguito dal compagno Joao Paiva con 15. Da record la media presenze-gol di Cristian Ianu del Losanna, 13 gol in 17 partite. Il migliore fra i non attaccanti è stato Davide Mariani dello Sciaffusa, 12 reti, seguito dal luganese Marko Basic con 11. Il difensore a segno più volte è stato invece Benjamin Kololli del Le Mont, con 6 gol. Il Rossoblu Alberto Regazzoni è colui che ha realizzato più rigori, 5.

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