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7 agosto 2016

#ChiassoWintyAiRaggiX

Il Chiasso cade per la seconda volta consecutiva in casa, ma esce dal campo con la consapevolezza di aver messo in campo tutto: pregi, difetti, voglia di combattere, limiti, difficoltà fisiche, spirito di gruppo. I Rossoblù, ora, sono questi, però contro il Winterthur se la sono giocata alla pari, andando qualche volta vicino al gol, vedendo Guatelli effettuare qualche parata. Il risultato più giusto, probabilmente, sarebbe stato uno 0-0, però ancora una volta un errore difensivo, quei dettagli che troppo spesso fanno la differenza, ha consegnato agli avversari la vittoria su un piatto d’argento. Un pallone che dopo un corner rimane lì, la cattiveria necessaria per allontanarlo che non c’è, e Mangold che si ritrova la sfera sui piedi, per calciare un diagonale che non lascia scampo a Guatelli. A 8′ dal termine, incassare una rete è dura, prenderla in questo modo è micidiale. Il Chiasso ha provato a reagire, ma era forse troppo tardi. La squadra era calata fisicamente e neppure chi era entrato dopo è riuscito a dare il guizzo necessario. L’ossatura, piano piano, cresce. Mister Scienza ha schierato la difesa a quattro, riportando nei loro ruoli abituali Felitti e Monighetti. Rauti, di ritorno dalla squalifica, ha ritrovato il suo posto a metà campo, assieme a Milosavljevic e al nuovo arrivato Simic. Il giovane arrivato in prestito dal Basilea era il più atteso della giornata, assieme a Denz Mujic. La punta ha fatto il suo, mettendo in apprensione la difesa, piantato lì in mezzo e guardato a vista dai centrali, fra cui l’ex capitano Rossoblù Daniele Russo. Ha provato a concludere quando ha potuto, ha trovato anche una rete annullata per un fuorigioco che appare comunque dubbio, quando serviva ha saputo controllare palla azionando i compagni. Finché ha avuto energie, Regazzoni ha imbastito svariate azioni per provare a innescarlo. Il Winterthur trova i primi punti di una stagione in cui punterà a rimanere in una comoda metà classifica, al Chiasso sfugge quel punto che, dirà Scienza alla fine, sarebbe stato un brodino ma avrebbe quanto meno mosso la classifica e dato morale. Mercoledì si torna in campo, lontano da casa. Ogni sfida è una battaglia, appare retorico però è più che mai vero per il Chiasso di quest’anno. Pronti a scendere, di nuovo, nell’arena. Il cuore è garantito, il resto arriverà. pb

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