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6 ottobre 2014

FCC 1-1 FCW Il Commento

Eppur si muove. Un punto solo, d’accordo, ma è un punto guadagnato su quelle che al momento sono le dirette concorrenti Bienne e Le Mont. Dopo la vittoria a Baulmes, il Chiasso aveva bisogno di un altro risultato utile, e l’ha ottenuto. Al cospetto, l’unica avversaria che realmente avesse messo sotto i rossoblu sinora. Dunque, la migliore delle palestre per vedere i progressi. È stata tutta un’altra cosa, nessuno può negarlo. Se all’andata il Winterthur aveva dominato in lungo e in largo, riuscendo a siglare solo una rete grazie alla bravura di Guatelli, questa volta ha avuto bisogno di un colpo di fortuna, del cosiddetto tiro della domenica, per agguantare in extremis il pari. Al Riva IV arrivava la seconda della classe con il miglior attacco, ma il Chiasso non si è scomposto. Ha tenuto bene il campo, creando un paio di occasioni nel primo tempo con Hassel che non ha concretizzato, di cui una su un ottimo schema su punizione, e neutralizzando discretamente pezzi da novanta quali Bengondo e Paiva. Pochi, anche se importanti, infatti, gli interventi del portiere di casa. Nella ripresa, i rossoblu hanno spinto sull’acceleratore, consapevoli che l’andata era solo un lontano ricordo e ce la si poteva giocare tranquillamente, sperando nel risultato pieno. Come consuetudine, le difficoltà sono arrivate al momento di mettere in gol le occasioni create, problema che si trascina ormai da inizio stagione. E al momento in cui la palla è finalmente entrata in rete, l’arbitro ha annullato la segnatura di Diarra per fuorigioco. La caparbietà è stata però premiata, ad una decina di minuti dal termine, quando una parabola magica di Dragan Mihajlovic, estratta come il classico coniglio dal cilindro, ha fatto esplodere di gioia l’intero stadio. Tutti in piedi, per la bellezza della rete, e perché si capiva quanto contasse. Alzi la mano chi non ha pensato a quell’altra sfida col Winterhur, conquistata al 94’, di poco meno di un anno fa. Sarebbe stata la vittoria meritata di una squadra che segna poco ma crea molto, e quando la mette dentro festeggia stretta attorno al suo tecnico. Già, sarebbe, se non fosse stato per un tiro pazzesco, al volo, all’89’. Non è mancato un ulteriore brivido, con una punizione all’ultimo secondo che è andato vicino a quella che sarebbe stata un’incredibile e immeritata, perché si è visto un Chiasso bello e sfortunato.

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