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23 maggio 2015

FINALE: #LuganoChiasso 4-1

Un derby sull’altalena: quattordici, magici minuti, in vantaggio, con Cornaredo quasi ammutolito. Poi, il pareggio, sempre con un occhio anche alle avversarie. Una classifica che variava quasi di minuti in minuto, prima col Chiasso che prendeva un po’di fiato nella lotta per la salvezza e il Lugano addirittura scavalcato dal Servette in vetta, sino ai finali, che fanno gioire, ancora una volta, la parte bianconera. Il Lugano vince sul suo e sugli altri campi, il Chiasso va ko sui due fronti. E se per i ragazzi di Bordoli si stanno per spalancare le porte del paradiso, per Schällibaum ora qualche brivido in più. Il derby era l’epicentro del Ticino, e in fondo è bello rivedere un cantone innamorato del calcio, pronto a gioire, con uno spicchio rumoroso e fedele di Rossoblu che volevano lo sgambetto. E quanto lo hanno sognato, con il pallone di Mihajlovic per la testa di Pacar, secco, preciso, a battere Russo. L’apoteosi di Davide contro Golia, nonostante a far paura a ogni folata fosse il Lugano. Per il pari, è servita un’accelerazione di un Bottani in formato, davvero, Super League, che ha lasciato sul posto Franin, passaggio per Rossini, che non ha perdonato. Per il Chiasso, dopo il gol, la gara si era messa nel modo migliore, permettendo di non dover spingere per forza e mettendo in mostra un ordine e una calma nel ripararsi dalla voglia di risultato Bianconera che solo due mesi fa non si sarebbe vista. Il secondo tempo, purtroppo, è stato del tutto diverso. Sul terreno di gioco è sceso un Lugano deciso a vincere, a tutti i costi. Il 2-1 è stato quasi una beffa, Malvino che da una posizione in cui tutti si aspettavano un passaggio in mezzo con una parabola beffarda non ha lasciato scampo a Guatelli, anche se il vantaggio era nell’aria, perché dopo la rete di Pacar Russo non era più stato impegnato. Per una lunga fase, la partita si è quasi anestetizzata, con un orecchio ai campi avversari, un gol di una o dell’altra che cambiava il volto della serata man mano. I Rossoblu, bravi sin lì a contenere, hanno fatto una tremenda fatica a provare a proporre azioni pericolose, vuoi perché a metà campo Maccoppi era l’unico a riuscire a tener testa alla capolista, vuoi perché con i lanci lunghi era davvero difficile creare qualcosa. Il terzo e il quarto gol, quelli che fanno più male anche in ottica differenza reti, sono giunte nell’unico momento in cui il Chiasso, timidamente, provava a fare qualcosa in più. Il pallone che rilanciato da Russo, ha scavalcato Madero e spiazzato poi Guatelli sul tiro di Tosetti ha definitivamente chiuso un derby che il Lugano ha meritato certamente di vincere ma che punisce troppo severamente il Chiasso. Il quarto sigillo di Basic ormai fa testo solo per le statistiche e per aumentare l’amaro in bocca dei Rossoblu, che a Cornaredo collezionano sconfitte pesanti in serie. Per fortuna o per sfortuna, lunedì si torna già in campo, contro quello Sciaffusa che sorprendentemente ha consegnato una fetta di promozione al Lugano battendo il Servette. Augurandosi, perché no, un aiutino Bianconero contro il Bienne. In testa, probabilmente, risuonano ancora i clacson e gli applausi dei tifosi di casa, ebbri di gioia dopo una serata per loro da incorniciare. La missione dei ragazzi di Schällibaum è scordarli, immediatamente, perché non può essere una serata così a cancellare quanto di buono fatto prima. Rovinare tutto adesso sarebbe davvero troppo triste, e va evitato assolutamente, a partire da lunedì.

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