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6 aprile 2018

Il presidente replica all’articolo del Corriere del Ticino

In qualità di neoeletto presidente del FC Chiasso mi trovo a sprecare quel poco di tempo libero che mi rimane per dover replicare al Signor Marcello Pellizzari, giornalista del CdT che nemmeno mi conosce, ad un suo articolo del 4 aprile scorso buttato là un po’ così e del quale ancora adesso francamente non capisco il senso. Cita la nostra storia, il nostro territorio, ma lui di tutto ciò che ne sa?

È già di per sé un evento che lo stesso si sia ricordato del FCC, visto negli ultimi tempi proprio su CdT non ho più trovato uno straccio di commento pre-partita o di cronaca delle trasferte. I tifosi mi dicono che devo reclamare, ma sappiamo tutti che è una causa persa. Dovevamo separarci da “Guille”, come affettuosamente lo definisce il citato cronista, per far sparlare di nuovo di noi.
L’inizio dell’articolo è di sicuro effetto e dico in tutta franchezza che non ho ancora capito oggi se mi ritiene un pirla, uno sprovveduto oppure semplicemente uno che ha le… “bocce”per fare il presidente di questa gloriosa società. Neanche si trasse di un’organizzazione mafiosa. Sinceramente non è che me ne importi un granché, perché sono convinto della mia scelta fatta per passione ed amore da sempre per questo Club. Io sostengo sempre che ora ho un debito morale verso i “padri fondatori”, verso chi mi ha preceduto e verso tutti gli affezionati tifosi, anche quelli latitanti e sono ahimè ormai tanti.

Tuttavia, ritengo doverosa una replica perché nell’articolo si sparano sentenze e si discute di questioni senza essere a conoscenza dei fatti. Innanzitutto per noi “local” vuol dire avere tra i nostri obiettivi quello di tenere in debita considerazione i giovani talenti presenti sul nostro territorio, in Ticino e in Svizzera. Chi capisce di calcio sa bene però che al giorno d’oggi non si può partecipare ad un campionato come la Challenge League con un Team Ticino, tanto per fare un esempio, anche se ciò sarebbe auspicabile a lungo termine.
“Local” è tentare di fare il possibile alfine di riportarei nostri tifosi allo stadio e ravvivare la fiamma rosso-blu. Sarà forse un’utopia ma intanto lasciateci provare, senza giudicare a priori. Ci vorrà del tempo, tanto quanto ce n’è voluto per allontanare involontariamente i tifosi dal Riva IV.

Il ragazzo di Hong Kong, “think global, actlocal”: innanzitutto il sig. Pellizzari mischia il “burro con la ferrovia” dato che la cosa non ha nulla a che fare con l’accordo di sponsor tecnico con la MiracleKill. È un’opportunità creatasi dai contatti durante la conclusione dell’accordo con il fornitore, ma nulla più.

Sempre per chi veramente capisce di calcio, si comprende come per mantenere questa categoria bisogno fare anche del business, ovvero creare quelle plusvalenze necessarie a far quadrare i conti di una azienda con 30 dipendenti a libro paga. Qualcuno non penserà mica ancora che ci siano benefattori disposti a cacciare ogni anno centinaia di migliaia di franchi a fondo perso per coprire i deficit del club, così per il puro piacere di vedere la propria squadra in Challenge League?! A scanso d’equivoci e per la tranquillità di tutti, queste operazioni sono lecite e regolamentate da FIFA, UEFA e ASF, ci mancherebbe…

Per questo le stesse devono assolutamente essere gestite da una Società Anonima, presentando bilanci e conti economici e pagando le eventuali imposte dovute. Il business occupa oggi un suo spazio tanto quanto quello della prima squadra, del settore giovanile, del marketing e dell’amministrazione. Nella mia attività di fiduciario è almeno da un decennio che lavoro con partner di Hong Kong e Singapore, senza timore per “l’esotico” in un mondo globalizzato. Credo che se mi fossi limitato alla nostra Piazza, probabilmente avrei già cambiato mestiere. Ho vissuto per anni via da casa, ciò nonostante resto un momò, fiero di esserlo e fiero di come gli Altri nel mondo ci apprezzano.

“Guille”: quando a luglio dello scorso anno abbiamo affidato l’incarico al ventottenne spagnolo alcuni già gufavano ancora prima di vedere il ragazzo all’opera. Il Blick ci dava per certi retrocessi ancora prima che il campionato avesse inizio! La storia recente è nota ai più: purtroppo dopo sei mesi il giocattolo si è rotto e purtroppo è andata così, con il dispiacere sincero di tutti. Però una cosa è certa, non è assolutamente vero che se “gli avessero promesso un Chiasso giovane e ticinese il Mister avrebbe rinnovato tempo fa senza porre condizioni particolari”. Anzi, è vero il contrario perché noi abbiamo ribadito a Guillermo, ragazzo ambizioso che punta giustamente in alto, che il budget della prossima stagione sarebbe stato rivisto al ribasso del 30% e che non potevamo dare alcuna garanzia al momento sulla competitività della rosa della prima squadra. Niente di più e niente di meno.

Per concludere il progetto FC Chiasso esiste ed è chiaro alla dirigenza e a chi sta vicino alla nostra società, persone che risiedono per lo più tra Chiasso a Bellinzona per tranquillità di tutti!

È vero che alcune cose sono ancora in cantiere, dato che il progetto comprende anche l’aspetto del calcio d’élite, il calcio sociale, le misure di marketing in favore di sponsor, sostenitori, tifosi e ogni membro della famiglia rossoblù.

Se i Signori dei media vorranno degnarsi di prenderne conoscenza, a tempo debito potranno presenziare alla conferenza stampa (non preoccupatevi, ci sarà anche l’aperitivo), altrimenti andate pure avanti a parlare del Lugano (calcio o hockey, indifferente) e noi troveremo altri mezzi di comunicazione.
Forza Chiasso!

Maurizio Cattaneo
presidente FC Chiasso

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