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7 novembre 2014

Intervista a Sembroni.

Emmanuele Sembroni, il calcio svizzero e quei derby sempre speciali.   Forse parlare di colpo di fulmine sarebbe esagerato, eppure Emmanuele Sembroni del calcio svizzero ha avuto subito un’ottima impressione. “Conoscevo Bonanni, ero andato a vedere Lugano-San Gallo, squadra in cui giocava Regazzoni.” Qualche anno dopo è arrivato il Chiasso, e con esso un’esperienza che gli sarebbe piaciuto fare. La Svizzera nel destino, insomma. “Avevo rifiutato il rinnovo con la Salernitana perché non mi convinceva il progetto.” Solo sei mesi in granata e un grande affetto, che rimane anche ora che è lontano. “È difficile da spiegare, sono rimasto poco ma sono stati mesi di un’intensità unica, con la conquista dei playoff e la vittoria della Coppa, non si può non amare una piazza del genere. E dopo aver giocato li non mi piaceva nulla in Italia. La trattativa col Chiasso è partita in modo particolare, con un’email di Marco Grenati, che mi aveva visto giocare, a Croci-Torti. Poi mi ha chiamato Bellotti, ero in palestra, e ci ho messo 0,3 secondi a decidere.” L’inizio non è stato dei più facili. “Arrivavo dalle vacanze, ho dovuto svolgere un programma di preparazione fisica per arrivare al top. Si può sempre migliorare, però l’inserimento va bene”. Piano piano, si è preso un posto da titolare. “La Challenge League vale una B italiana. È un calcio più fisico e tecnico e meno tattico, dove si ha più libertà tattica. Mi piace, anche come ci alleniamo, e il nostro allenatore non ha bisogno di presentazione”. A Chiasso ha trovato una compagine con molte novità. “La nostra era una squadra nuova, ed era da preventivare che non fosse facile entrare subito nei ritmi” spiega Emmanuele. “Sicuramente la classifica è bugiarda, in diverse circostanze abbiamo fatto buonissime prestazioni. Sciaffusa a parte, nelle ultime quattro settimane abbiamo svolto un ottimo lavoro. La squadra sta crescendo e può esprimersi al meglio sul lungo periodo.” Se lo augurano i tifosi rossoblu, soprattutto a partire da domenica. Questa, infatti, non è una settimana come le altre: si prepara il derby col Lugano. “Sono sempre partite a sé. Vanno affrontate con calma e non serve cercare ulteriori stimoli perché sono esse stesse uno stimolo. Stiamo lavorando al massimo, cercando di migliorare piccoli aspetti come l’attenzione sui calci piazzati, dando sempre il 110%. I derby sono speciali, li senti che si avvicinano nelle settimane precedenti.” Sembroni è un esperto, perché nella sua carriera ne ha vissuti molti. “Quando ero nelle giovanili, prima nel Pescara e poi nella Sampdoria, si giocavano davanti a 2000 persone. In blucerchiato ho battuto due volte Parfait, che era nel Genoa! Poi ricordo i derby campani, con la Salernitana contro il Benevento, in particolare uno vinto in rimonta negli ultimi cinque minuti: stava venendo giù la curva!” Insomma, a Cornaredo non potrà mai essere una sfida banale. Di fronte, un avversario che punta alla promozione. “Non amo fare pronostici, vedremo dove arriveranno, però sono un’ottima squadra e lo stanno dimostrando. Sono in un gran periodo, il Lugano va rispettato ma anche aggredito nel modo giusto, poichè abbiamo dimostrato che con le componenti giuste ce la giochiamo con tutte.” Come successo lunedì sera con la capolista Wohlen. “Brucia aver perso”, ammette il difensore. “La sconfitta ci ha lasciato l’amaro in bocca perché abbiamo affrontato una squadra non irresistibile nonostante il primo posto, e per la mole di gioco mostrata, soprattutto nel primo tempo, con diverse occasioni create. Se fosse entrato il pallone di Pacar saremmo qui forse a parlare di un’altra partita.” Rammarico, consapevolezza di aver messo sotto la prima della classe, un po’di rabbia per come è finita. Sono gli ingredienti migliori per lanciare la sfida di Cornaredo. “Sarà una bella partita, un tipico derby”, assicura Sembroni. Che punta a entrare nel cuore dei tifosi chiassesi come è riuscito, in pochissimo tempo, con quelli della Salernitana. “Perché ogni emozione è diversa e da vivere!”

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