News

10 marzo 2018

La gioia del Capitano, “oroglioso di questa squadra. Volevo prendermi la responsabilità del rigore per ripagare i miei compagni”

Dopo un periodo con poche presenze e tanto impegno, la ruota è girata per Michele Monighetti. Il capitano ha ritrovato il campo, in settimana ha firmato il rinnovo che lo legherà per altri tre anni ai Rossoblù, e ieri ha siglato su rigore la rete decisiva per tornare all’attesissima vittoria, la prima dell’anno.

È un ragazzo felice e sereno, ora, Michele, quando racconta la sfida di ieri al Winterthur, l’orgoglio per l’impegno messo dai suoi compagni, la sua voglia di dar loro una mano per ringraziarli di averlo aiutato quando giocava meno: un vero gruppo fa questo!

Michele, quanto sa di liberazione questo gol per te? “Più che per me sono felice per la squadra, dal primo all’ultimo minuti ci siamo sacrificati in una maniera incredibile. Volevamo a tutti i costi questa vittoria. Non abbiamo espresso il nostro gioco come altre volte, come sappiamo fare, ma era una partita di cuore, di grinta, incredibile! Sono veramente orgoglioso di questi ragazzi”.

Calciarlo era una bella responsabilità… cosa hai pensato? “Mi sono preso la responsabilità di calciare perché me la sentivo, sono contento che abbiamo vinto, questi ragazzi se lo meritano. È vero, pesava, fino a un certo punto però. Io volevo fare del mio meglio, assumendomi questa responsabilità per ripagare i miei compagni per tutto quello che stanno facendo”.

È arrivato il rinnovo. Te lo aspettavi? Che stato d’animo vivi?Non era un bel momento per me, nel senso che non ero molto in campo. Il Direttore però un giorno mi si è avvicinato e mi ha proposto il rinnovo, abbiamo parlato e questo progetto a me piace davvero molto, sono orgoglioso di aver ricevuto questa proposta. Non ho esitato un attimo a firmare, a Chiasso sto bene, mi piace l’ambiente, mi piace tutto quello che gira attorno al Chiasso, e sono felice di rimanerci altri tre anni”.

Prima della partita siete stati a Erba tre giorni, quanto vi è servito? “È stato un bel ritiro, per stare tutti insieme e passare tuto il giorno assieme, facendo anche cose alternative che qui non si fanno”.

Non giocavi molto, ti sei dato una spiegazione? Ora sei tornato titolare… “Certo, quanto non giochi ti fai sempre le domande. Per me era importante arrivare a allenamento, trovare dei compagni che mi sostenevano e mi facevano sentire fondamentale anche se non giocavo, volevo ripagarli con l’impegno che mettevo ogni giorno sul campo. Alla fine il lavoro paga. Adesso sono sereno e molto felice”.

>

Interviste, News, Ultime notizie ,