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19 febbraio 2018

La ricetta di Martignoni, “lavorare tanto e tornare a fare quel che ci veniva bene all’andata”

Il giorno dopo è un mix di delusione, voglia di capire cosa non ha funzionato e soprattutto voglia di ripartire: il Chiasso già in mattinata è tornato sul campo.

Bruno Martignoni rientrava dalla squalifica, rimediata dopo un’espulsione proprio contro l’Aarau, e commenta il risultato di ieri come “molto, molto pesante”.  Va con la mente alla sfida dove, appunto, fu espulso. “All’andata era stato anche pesante ma sul piano del gioco non eravamo stati messi sotto, anzi per 45’ avevamo fatto molto bene. Ieri, tranne forse per circa un quarto d’ora quando abbiamo trovato il pari, dove eravamo ben messi in campo, loro hanno meritato di vincere”.

Un’analisi lucida, di chi non ha peli sulla lingua. E non parla di colpe, il Chiasso è una squadra nelle soddisfazioni e nelle delusioni. “Se perdi 4-1 è tutta la squadra che non gira, si parte dal portiere all’attaccante e dall’attaccante al portiere, tutti compresi. Bisogna svegliarsi e darsi una mossa, sono due mesi che non si vince e le prossime con Xamax e Sciaffusa non saranno facili. I periodo neri fanno parte del calcio, bisogna rimboccarsi le maniche e capire tutti insieme cosa non va, come abbiamo già fatto in un altro periodo in cui le cose non andavano al meglio”, è perentorio Bruno.

Ancora una volta, un episodio nei primi minuti ha cambiato, o quanto meno, indirizzato, le sorti dell’incontro. “Vorrei entrare nella testa dei miei compagni per saper dire cosa ci succede… In ogni caso, non sono quegli episodi che decidono, capita che una squadra vada sotto poi recupera il risultato, oppure rimane in dieci e riesce a mantenere il punteggio, sono cose che dobbiamo imparare. Adesso urge analizzare dove sbagliamo e capire, perché analizzare e basta non serve: i problemi vanno capiti e risolti”.

Non vuole neppure puntare il dito su sbagli dei compagni. “Errori individuali? Non voglio fare nomi, perde tutta la squadra, bisogna evitarli, certo, ma tutti sbagliamo e dobbiamo migliorare, non solo i singoli. Non vedo una squadra particolarmente nervosa, certo non è contenta dei risultati e ne soffre. All’andata si perdevano alcune partite ma non si era mai sotto nel gioco e nel ritmo, adesso succede, anche se come detto prima va tenuto conto ci sono episodi che caratterizzano una partita”.

La strada per riscattarsi? “Dobbiamo essere noi a fare gioco, con pressing alto e recupero alto, come facevamo prima alla grande. Come ho detto a fine partita ai compagni, parlare serve a poco, molto poco, è allenandosi al 110 per cento che puoi dare il 110 per centro anche in partita. Bisogna lavorare tanto, sacrificarsi tanto e mettere in campo quello che davamo all’andata, poco da dire e tanto da fare. Il bello è che la prossima puoi già rilanciarti, dobbiamo farlo e basta”.

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