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8 agosto 2015

FINALE: #ChiassoAarau 1-1

Si voleva vincere, per continuare a rimaere in vetta, perché più tempo ci passi, più ci fai l’abitudine e più ci prendi gusto. Eppure, si sapeva che non tutte le squadre si sarebbero presentate al Riva IV come lo Sciaffusa, offrendo il fianco all’arma migliore del Chiasso, ovvero la rapidità di creare occasioni micidiali, solo da realizzare per gli avanti. L’Aarau, che in teoria è una delle candidate alla promozione e che ora sta pagando qualche problema di amalgama e di infortuni, ha dimostrato di non essere considerata fra le migliori a caso, nonostante la falsa partenza. D’altronde, l’allenatore è Livio Bordoli, che con ogni probabilità conosce bene i Rossoblu. Bloccando le fonti del gioco chiassesi, Maccoppi in primis, e non dando respiro a Ciarrocchi e Cortelezzi, le iniziative sulle fasce hanno potuto dar vita a poche opportunità concrete. E dal canto suo, la compagine argoviese non è stata a guardare, provando a vincere, e mettendo i brividi, nella ripresa, con una serie lunghissima di corner. Gli spettatori del Riva IV, in un afosissimo fine pomeriggio che si è pian piano trasformato in una serata dalle temperature quasi piacevoli, non hanno visto calcio champagne. Hanno assistito ad una sfida quasi a scacchi, dove una mossa avrebbe potuto scardinare tutto e cambiare il destino della sfida. A rompere gli equilibri, ci hanno pensato i due allenatori, con i cambi che si sono rivelati quelli giusti, da una parte e dall’altra. E questo non può che far sorridere il Chiasso, che in settimana ha registrato gli arrivi di Guarino, in uscita dal Lugano che potrà sicuramente aggiungere rapidità e imprevedibilità alla batteria di calciatori offensivi, che fanno dell’uno contro uno e della fantasia la loro arma migliore, e di Dossena, esterno che non ha certo bisogno di presentazioni. Con due nomi così, la scelta per Schällibaum aumenterà, e quindi gli assi nella manica, da far girare e da pescare al momento giusto, aumentano. Ieri per Bordoli gli assi hanno preso il nome di Romano, autore di un cross al bacio due minuti dopo essere entrato, per Spielmann, che non era sul terreno di gioco da moltissimo in più. Per Schällibaum, invece, ecco Diarra, abile, un minuto dopo, a sfruttare un lancio calibrato da dietro di Mihajlovic. Il maliano, ormai, ci sta prendendo gusto. Se l’Aarau credeva di avere ormai in mano la vittoria, sbloccando una partita super bloccata a sei giri di lancette dal termine, non ha tenuto conto di quella che è la principale caratteristica del Chiasso: la reazione, il non mollare mai di un centimetro. Vero, l’abbiamo ripetuto mille volte, però non ci si stanca di farlo. Così, resta l’imbattibilità, e la testa deve correre, necessariamente, già al Neuchâtel.

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