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4 aprile 2017

Mister Giuseppe Scienza: “Abbiamo fatto un salto di qualità. C’è rammarico ma siamo una squadra tosta!”

Il Servette era reduce da sette vittorie consecutive, contro avversarie anche di blasone. Essere la prima compagine nel 2017 a fermare i ginevrini è una nota di merito, ma rimane il rammarico perché un rigore quanto meno dubbio ha strappato ai Rossoblù una vittoria meritata (calcolando poi anche il palo di Cinquini…).

Mister Scienza, cosa prevale: il rimpianto o la gioia? “È normale che ci sia rammarico ma ci deve essere consapevolezza che la squadra ha fatto un grande salto di qualità, affrontare il Servette sul piano fisico non era per nulla facile. Le nostre avversarie si staranno preoccupando, questo punto forse non era preventivato. Il Servette aveva battuto tutti, da noi ha rubacchiato un punto, sintomo che siamo diventati davvero una compagine tosta!”

È stata una partita maschia e non spettacolare, concorda? “Affrontare il servette sulla fisicità non era facile per noi, ripeto. Mi ha colpito la loro involuzione, erano quelli che giocavano il calcio più bello da vedere della Svizzera, invece hanno puntato solo sulle palle lunghe, evitando i fraseggi. L’hanno messa sulla fisicità, dove noi non siamo molto bravi, eppure nel primo tempo, a parte una mischia ala fine, non abbiamo concesso niente. Nella ripresa c’è stata una reazione loro, come era prevedibile, con una bella parata di Guatelli. Se fossimo riusciti a passare indenni quel quarto d’ora fatidico avremmo portato a casa la partita, che per noi sarebbe valsa mezzo campionato. Non è stata una bella partita a vello tecnico, loro aggredivano fortissimo e noi pure”.

Un Chiasso che se la gioca sulla fisicità è una buona notizia, vero? “Sono sbalordito dal fatto che abbiamo resistito su un territorio che non è il nostro. Bisogna adeguarsi alle altre? Per forza, non siamo così forti da poter decidere noi come giocare. D’altronde, nel calcio europeo sono pochissime le squadre che partono con un modo di giocare e poi lo mantengono”.

A un certo punto ha cambiato modulo, come mai? “Siamo passati al 3-5-2 a un certo punto perché stavamo soffrendo sulla palle lunghe e volevo dare più copertura sugli attaccanti”.

 

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