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30 giugno 2016

Mister Scienza si presenta alla stampa

Il tecnico Giuseppe Scienza si è presentato oggi alla stampa. Si è definito un “appassionato di calcio in generale” e ha spiegato che la possibilità di maturare un’esperienza all’estero è stata una delle molle che lo ha spinto a accettare l’offerta Rossoblù, “sicuro che mi farà crescere sia come allenatore che come persona”. Scienza vuole vivere la realtà al 100% e perciò starà a diretto contatto con la gente chiassese. “Sono certo che non avrò problemi ad adattarmi. Per quanto concerne il calcio non posso dire di conoscere quello svizzero bene come quello italiano, anche se sto già usando diverse ore per visionare gli avversari. Ciò che più mi importa è entrare nella testa dei miei giocatori: credo in un rapporto di responsabilità e fiducia e cerco una forte empatia. Ho avuto a che fare sia con giovani che con elementi di esperienza e mi ritengo una persona corretta che motiva le sue scelte. Chi è uomo, con me non ha problemi”. Scienza ha le idee chiare anche riguardo al calcio che vorrà proporre. “Prediligo un gioco offensivo, con attenzione però alla fase difensiva, perché quando ti esponi in avanti per forza corri qualche rischio e dunque devi essere solido dietro, l’Italia di Conte lo sta dimostrando”. Ha in mente un connubio fra la filosofia italiana e quella svizzera. “Non posso non tener presente le abitudini calcistiche locali ma neppure dimenticare la scuola da cui provengo. Ritengo che fra tatticismo e fisicità la via giusta sia un mix. Ho già tranquillizzato i ragazzi, non sono per un tatticismo esasperato”. Il modulo prediletto è il 4-3-3. “Sono pronto ad adattarlo alle caratteristiche dei miei giocatori, se non fosse adatto non continuerei certo solo per mia convinzione con quel sistema di gioco. Per il momento penso si sposi bene con i calciatori che ho a disposizione, e capitan Regazzoni si potrà inserire al meglio in questo aspetto. Ad ogni modo, la difesa a quattro è un caposaldo e, diversamente a tanti allenatori italiani che cambiano anche due o tre volte il modulo nel corso di una partita, prediligo dare un’identità alla mia squadra”. Il fatto di essere in un progetto work in progress non gli crea nessun problema, sono situazioni che ha già vissuto e da cui ha tratto anche ottimi campionati. Il Direttore generale Carlo Cavalleri è felice della scelta. “Metto a disposizione dei giovani una guida tecnica che difficilmente avrebbero potuto avere. I rinnovi? Ce ne saranno, ma antepongo il rapporto diretto con i calciatori alle notizie sulla stampa. Presto saprete i nomi. Mi chiedono se ho trovato terra bruciata, non commento questa espressione (usata da Marotta anni fa, ndr) e vedo in Chiasso un’ottima opportunità di lavorare al mio progetto senza eccessive pressioni. Ho già visto idee come la mia svilupparsi in altre realtà e spesso, dopo un primo anno di stabilizzazione, i risultati si vedono nel secondo. Non mi interessa comperare calciatori all’apice della carriera, lo sanno fare tutti e non metterei la mia professionalità a disposizione della società. Pensiamo a Gaeta, non mi sono basato solo sulla sua ultima stagione: mi piace intuire quando inizia la parabola ascendente di un giocatore e acquistarlo lì. I nostri giovani non saranno da prima pagina ora però potranno diventarlo col tempo”. L’obiettivo? Per il tecnico “una permanenza che può arrivare prima o un po’ più tardi, e valorizzare i giovani. Con loro bisogna avere pazienza”. Cavalleri precisa “dire che l’importante è salvarsi rischia di far perdere di vista tutto il resto limitandoci a guardare indietro”. Per rivivere la diretta della conferenza stampa odierna: pb

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