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20 aprile 2018

Raineri, “ciò che conta è che i ragazzi abbiano ripreso il loro percorso. Sull’Aarau e mio genero dico che…”

Baldo Raineri, dopo due vittorie, conosce la prima sconfitta, ma più che rammaricato è soprattutto soddisfatto della prestazione offerta dai suoi. “In questo finale di campionato il discorso non sono le vittorie e le sconfitte, bensì il saper entusiasmare la gente e far sì che i ragazzi abbiano la consapevolezza di essere la squadra che erano mesi fa, per finire il percorso che avevano cominciato e che avevano un po’ smarrito”.

Come commentiamo la partita, però? “Mi dispiace per la sconfitta e come è arrivata, avremo fatto 16-17 tiri in porta, mentre loro hanno calciato un paio di volte, una nel primo tempo e il rigore del secondo tempo. Lascia l’amaro in bocca. Mi spiace per loro, hanno fatto una buona prestazione, la squadra è viva, risponde in pieno a tutto quello che facciamo quotidianamente sul campo e durante la settimana. Il tutto si rispecchia nella partita”.

È contento di Guerchadi e Gennari? “I tre ragazzi che hanno giocato poco, includo anche Kabacalman, anche se ha concesso il rigore che pur ci sta, hanno fatto molto bene: sono risposte per loro che possono sapere con sicurezza di poter fare la categoria. Sono giovani nostri e questo lascia ancor di più ben sperare. Sono stati molto positivi, hanno fatto il loro, si sono applicati in maniera concreta, decisa e ordinata.

Adesso si torna quasi subito in campo, quanto è difficile? “È vero che abbiamo perso ma questa partita non ci lascia uno strascico di tristezza. Non è facile, perché abbiamo un giorno in meno di riposo rispetto all’Aarau e siamo tornati oltretutto tardi, oggi siamo già in campo: la gente deve saperlo, i giocatori non sono delle macchine ma degli umani. Si va incontro alla bella stagione, la temperatura sale, ci sono tante componenti che questa settimana dobbiamo superare. Tornare non con una sconfitta ma con qualcosa che poteva muovere la classifica poteva essere di buon auspicio, ma allo stesso modo abbiamo la felicità e la contentezza di sapere di aver fatto una buona prestazione, prendiamo tutto in modo positivo”.

A Wil ha giocato Mossi… “Lui, Russo e Bellante sono tre portieri con caratteristiche diverse, ognuno può darmi qualcosa di diverso partita per partita. È giusto che nel finale di stagione si possano alternare e avere lo spazio per mettersi in mostra”.

Sfidare l’Aarau di suoi genero Ciarrocchi è particolare? “Non voglio fare il retorico, ma non ci sono partite diverse. C’è Bobo? È un professionista, gioca per la sua squadra, io sono l’allenatore del Chiasso. L’aspetto professionale è una cosa, la famiglia un’altra. Tanti, addetti ai lavori compresi, non lo capiscono, ma io non guardo in faccia a nessuno, finché siamo in campo ognuno dà il meglio per la sua squadra, poi a casa è mio genero e il padre della mia nipotina”

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