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30 marzo 2017

Ulisse Savini, “Sarò un Presidente-manager. Il progetto Chiasso mi ha subito affascinato”

Giornata importante a Chiasso, coi giornalisti delle principali testate presenti al Riva IV: in sala stampa è andata in scena la presentazione del nuovo presidente dei Rossoblù, Ulisse Savini.

“Sono di fronte a un’esperienza che mi incuriosisce – dice subito -. Nella mia vita non ho mai seguito una linea guida ma mi sono sempre fidato del cuore. La possibilità di Chiasso è nata quasi per caso, parlando con persone che conoscevo. C’era la possibilità di entrare anche in altre società, però questo è stato un progetto che mi ha affascinato subito. Ciò che abbiamo in mente si può realizzare, qui”.

Ha le idee chiare, il nuovo Presidente. “Chiasso non deve essere più una società di passaggio, dove i giocatori arrivano semplicemente in prestito e vengono valorizzati per altre formazioni: se qualcuno sarà in prestito, la società dovrà avere voce in capitolo sul suo futuro. Vogliamo creare una squadra frizzante, puntando sempre sui giovani, però facendo sì che questo sia un trampolino di lancio, che poi permettano di acquisire vendite e lustro per la società”.

L’obiettivo principale è la salvezza, alla portata secondo Savini, anche se il Presidente ci ha tenuto a precisare che il progetto prescinde dalla categoria. Sinora ha svolto l’attività di agente, che, ammette, è diversa da quella del presidente. “Un agente si gestisce e gestisce la sua vita come vuole, mentre essere Presidente ti vincola. Voglio portare al Chiasso la mia conoscenza del calcio. Spesso, chi prende società lo fa come business o perché è tifoso, senza conoscere molto il mondo del pallone, io sarò un Presidente-manager. Sfrutterò le mie conoscenze per far crescere il club. Conflitti di interesse con la mia vecchia agenzia? Se essa avrà un calciatore che ci interessa, potrà arrivare, se saranno altri ad avere chi fa al caso nostro, nessun problema”.

A chi gli fa notare che alcuni progetti con dirigenti italiani non sono durati a lungo, spiega di aver capito l’errore di base: “Vengono magari in Ticino credendo che il maggior campionato è quello italiano, e utilizzando la squadra per far giocare calciatori che non trovano spazio per vari motivi in Italia. In questo caso non sarà così, il Chiasso è la nostra prima e unica squadra”.

L’obiettivo è quello di acquisire, nel tempo, il 100% del pacchetto azionario del Chiasso: “Anche se – ammette – con gli azionisti di maggioranza del momento sto dialogando bene”.

Savini ha avuto un primo contatto con la squadra. “Alcuni di questi giovani possono far parte del progetto, anche se come detto quello che vogliamo è diverso da ciò che è adesso. Un gruppo è fatto di personalità e valuteremo tutti, dal punto di vista tecnico e morale. Mister Scienza lo conosco da anni, non mi pongo il problema: ha un contratto anche per l’anno prossimo. E per quanto concerne lo staff, conosco sia Bignotti che Galante e ritengo che la cosa più saggia sia terminare la stagione senza cambi, poi valutare la motivazione di ognuno. La mia, lo dico,  è altissima, e voglio che per chi lavora con me sia lo stesso”.

A margine, Nicola Bignotti ha parlato della licenza, spiegando che tutto il materiale è stato depositato, ma che preoccupano alcune carenze infrastrutturali, di competenza del Comune.

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